Diego, 17 anni: “Droni che consegnano cibo e auto senza guidatore: a Shenzhen abbiamo visto il futuro”
a teacher di Varese ha portato i suoi studenti fuori dalla comfort zone per un'esperienza a Shenzhen, considerata la Mecca dell’hardware. Diego Zanoletti, 17 anni dell’Istituto Keynes, racconta il viaggio come parte del suo percorso di school-work alternation . Insieme ad altri studenti da scuole come il Ferraris e la Scuola Europea, ha vissuto una full immersion in una città dove la tecnologia non è solo promessa, ma realtà quotidiana. L’obiettivo? Farli confrontare con scenari che anticipate il futuro.
A Shenzhen, la tecnologia è ovunque: nelle strade, nei parchi, nelle università. I ragazzi hanno provato taxi senza conducente e visto droni consegnare food . Ramesh, della Scuola Europea, è rimasto colpito dalla ricarica ultrarapida delle auto elettriche BYD: “Il 70% della batteria in soli cinque minuti” — un clear signal di quanto certe innovazioni siano già mature. Questa esposizione diretta fa capire che tecnologie ancora rare in Europa sono già integrate nella vita di tutti i giorni in Cina.
La visita a una fabbrica di circuiti stampati è stata un’esperienza unica. Vedere come nascono le schede PCB usate nei progetti Arduino ha lasciato un'impressione profonda. Luca del Liceo di Sesto Calende l’ha definita la sua parte preferita: “Amo Arduino, e vedere la produzione dal vivo è stato incredibile.” Anche le università visitate, come la Shenzhen Technology University e la Hong Kong Polytechnic, offrono ambienti avanzati di ricerca in artificial intelligence e robotica, con laboratori all'avanguardia.
Durante il camp, gli studenti hanno lavorato a progetti pratici con kit acquistati all’Huaqiangbei Electronics Market, imparando anche a negotiate prices . Diego, coinvolto nell’organizzazione, ha notato che anche chi partiva da zero ha costruito qualcosa di funzionante in pochi giorni. Martino dello Stein ha detto: “Era tutto nuovo, ma ce l’abbiamo fatta.” Questo approccio pratico rafforza non solo le technical skills , ma anche la problem-solving ability .
Oltre alla tecnologia, il gruppo ha esplorato la cultura locale: templi, mercati e rituali. Luca ha apprezzato i rituali religiosi, mentre Elia ha notato l’atmosfera silenziosa delle strade, grazie alle auto elettriche. Il contrasto tra innovazione e tradizione ha offerto uno unique perspective sul futuro. Come ha detto Federico: “È un altro mondo” — ma anche un’anticipazione di ciò che potrebbe arrivare in Europa.
Quello che resta, più di ogni dettaglio tecnico, è un cambiamento di prospettiva. Il futuro non è lontano: esiste già, in città come Shenzhen. Martino ha sottolineato che le auto senza conducente potrebbero ridurre drasticamente gli incidenti grazie a una risk management più rigorosa. Per Diego, il ruolo di supporto nell’organizzazione ha aggiunto un valore extra: ha imparato non solo la tecnologia, ma anche la logistics e la gestione di un team. Un’esperienza che cambia il modo di immaginare ciò che verrà.
Lavorare con Arduino in un contesto reale come quello è priceless inestimabile. Non c’è lezione che tenga.
Quella ricarica in 5 minuti? È a game-changer un punto di svolta. Se arriva qui, cambia tutto.
Mi chiedo quanto tempo ci vorrà prima che queste tecnologie siano normali anche da noi. Sembra di vivere in un futuro delayed posticipato.
La parte in italiano con l’ingegnere torinese dev’essere stato un relief sollievo dopo una settimana di inglese e mandarino.
Il silenzio delle auto elettriche in città è una miglioria della vita quotidiana che nessuno cita abbastanza.
Contrattare al mercato dell’elettronica è un’abilità pratica quanto la programmazione. Forse even more ancora di più.