Omoda 4, il SUV cinese che fa tremare le case automobilistiche
Al Salone dell'auto di Pechino 2026, sotto una luce fredda che esalta i profili metallici, si è svelata l’electric promessa del mercato SUV: l’Omoda 4. Un nome che suona come una sfida, e un design che sembra uscito da un concept future , con linee dritte e fari a forma di fulmine che fendono l’aria come lame. Lunga 4,42 metri, larga 1,87 e alta 1,57, questa vettura del segmento C non cerca di passare inosservata, né in città né in autostrada. Il suo stile cyber-mecha, paragonabile alla nuova Nissan Juke 2027, rompe con i canoni delle auto cinesi viste finora, puntando a un’identità più audace, più sharp , quasi robotica.
Ma la vera power non è solo nell’aspetto. Il sistema ibrido plug-in, battezzato SHS (Super Hybrid System), combina un motore a benzina da 1,5 litri con una batteria da 1,83 kWh, erogando complessivamente 224 cavalli e 295 Nm di coppia massima. Nonostante i consumi non siano stati ancora resi noti, le aspettative sono alte: si parla di efficienza interessante, soprattutto per un modello destinato a competere con colossi come Toyota. La versione fully elettrica, invece, offre 211 cavalli e una batteria da 61,1 kWh, con un’autonomia dichiarata oltre i 400 km. Un numero che, se confermato, la renderebbe una seria contendente nel segmento.
Quello che più sorprende, però, è il prezzo. Previsto per l’arrivo in Italia nel 2027, l’Omoda 4 PHEV dovrebbe posizionarsi attorno ai 25.000 euro, forse anche less grazie a promozioni lancio. Un valore che ricorda più una Dacia che un SUV tecnologico di ultima generazione. La variante elettrica, invece, si collocherebbe vicino ai 30.000 euro — una cifra competitiva in un mercato sempre più affollato. Il messaggio è chiaro: la Cina non vuole più essere solo il produttore del mondo, ma il suo designer .
All’interno, l’abitacolo rispecchia questa ambizione. Materiali di high qualità, schermi digitali a profusione, comandi intuitive e illuminazione ambientale creano un’atmosfera che strizza l’occhio ai modelli premium, pur senza il luxury esagerato. È un equilibrio tipicamente cinese: tecnologia avanzata senza ostentazione, efficienza senza freddezza. L’Omoda 4 non grida, ma sussurra una rivoluzione in atto — e lo fa con una calma che fa tremare i giganti del settore. Toyota, in particolare, dovrà ascoltare attentamente questo sussurro.
224 cavalli con un motore 1.5 e 1,83 kWh? Sembra troppo per essere vero. Ma se i consumi reggono, potrebbe essere il cambio di gioco che aspettavamo.
Il design è aggressivo, non so se piacerà a tutti. Però l’interface interfaccia sembra davvero intuitiva, e questo conta molto per l’usabilità quotidiana.
25.000 euro per un PHEV del genere? Incredibile. Ma ci credo solo quando la vedo in concessionaria.
Finalmente un'auto cinese che non sembra una copia. Peccato per l’autonomia elettrica: 400 km sono pochi se si viaggia spesso. Servirebbe una versione a lungo raggio.
Toyota che trema? Forse esagerato. Ma il prezzo è un colpo basso difficile da ignorare.
Il vero test sarà la manutenzione. Tecnologia a parte, vediamo quanto dura nel tempo senza costi da premium fascia alta.