I volenterosi pronti per lo Stretto di Hormuz. Trump: 'La Nato stia fuori'
A Parigi si è riunito un gruppo di new plan internazionale per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, subito dopo il cessate il fuoco in Libano. Convocati da Francia e Regno Unito, i cosiddetti the willing includono rappresentanti di una cinquantina di Paesi e organizzazioni, tra cui l'Ue con Ursula von der Leyen e l'India in video. Anche la Cina partecipa, seppure come osservatore. Il vertice, presentato come un'iniziativa defensive mission , mira a proteggere il libero transito di petrolio, Gnl e fertilizzanti, dopo che l'Iran aveva bloccato il canale alimentando global risk .
Mentre i leader europei parlano di unity e di un messaggio di speranza, la voce più forte arriva da fuori sala: Donald Trump, da Truth, attacca la Nato definendola una paper tiger . Stia fuori, scrive, riferendosi al coinvolgimento dell'Alleanza atlantica. Secondo Trump, gli alleati hanno offerto aiuto solo ora, dopo la crisi, e lo fanno per fill ships di petrolio, non per vera solidarietà. Il suo giudizio incrina l'ottimismo ufficiale e ricorda le crescenti tensioni transatlantiche.
Giorgia Meloni annuncia che l'Italia è pronta a fornire navi per la missione, ma solo con parliamentary approval , in linea con le regole costituzionali. Anche la Germania, attraverso Friedrich Merz, si dice disponibile, ma insiste sulla necessità di una base giuridica solida, preferibilmente con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Questa richiesta rivela una differenza di approccio: mentre Parigi e Londra vogliono agire in fretta, Berlino e Roma chiedono garanzie formali prima di imbarcarsi.
Emmanuel Macron definisce il blocco iraniano uno impact grave per il mondo intero e sottolinea che l'Europa deve fare la sua parte. Tuttavia, la vera assenza al summit è quella degli Stati Uniti, nonostante la crisi riguardi direttamente gli interessi americani. Keir Starmer annuncia che oltre una dozzina di Paesi hanno già offerto supporto e che una military planning a Londra chiarirà i dettagli operativi. Nonostante le buone intenzioni, resta il dubbio che questa iniziativa possa trasformarsi in un symbolic gesture senza reale efficacia sul campo.
Il tycoon americano resta il convitato di pietra: la sua critica alla Nato non è solo un attacco politico, ma un segnale chiaro che l'approccio unilaterale prevale ancora nella strategia estera USA. Intanto, Teheran annuncia la full reopening del canale, ma il blocco americano verso l'Iran rimane in vigore. Il contrasto tra diplomazia multilaterale e pressione unilaterale definisce il clima del vertice: una political cost alto per chi cerca di conciliare sicurezza, diritto internazionale e potere reale.
La parliamentary approval autorizzazione parlamentare è giusta, ma quanto ci metteremo a decidere? Nel frattempo, il canale potrebbe chiudersi di nuovo.
Trump che parla di paper tiger tigre di carta è ridicolo: è stato lui a isolare gli USA per anni. Ora si lamenta che gli alleati non siano pronti?
Il vero problema è che questa defensive mission missione difensiva non affronta le cause del conflitto. Proteggere il petrolio non è la pace.
Notate che la Cina c’è, ma solo come osservatore? Chissà quale global risk rischio globale calcola per i suoi interessi.
Una base giuridica solida serve davvero o è solo una scusa per non impegnarsi?
Meloni parla di pronta a fornire, ma senza dettagli. Sempre la solita retorica senza sostanza.