Le pagelle viola di Lecce-Fiorentina: Harrison lascia il segno. Gudmundsson, Piccoli e Ndour in difficoltà
Lecce, 20 aprile 2026 – La Fiorentina esce dal Via del Mare con un punto, ma soprattutto con the result di una prestazione dai toni contrastanti. Tra conferme e dubbi, le pagelle viola di Lecce-Fiorentina raccontano una squadra capace di tenere botta, ma ancora fragile in fase difensiva. Il gol subito su calcio d’angolo, l’ennesimo quest’anno, riapre la discussione su una defensive issue che non accenna a risolversi, nonostante gli sforzi in campo.
In mezzo al campo, Harrison si conferma una key player . Il suo gol, nato da un’azione personale, è il premio per un atteggiamento sempre proattivo: corsa continua, pressione alta e presenza in fase di costruzione. Nonostante qualche imprecisione nei passaggi, la sua energy trascina la squadra e diventa un riferimento tattico. Il cambio al 79’ è fisiologico, ma lascia il campo acclamato.
Al contrario, Gudmundsson fatica a trovare spazio e ritmo. Galleggia tra le linee senza mai incidere, mancando di quella aggressiveness che la squadra richiede. Il cambio al 59’ sembra inevitabile, e l’ennesima prestazione opaca solleva domande sul suo ruolo in vista della prossima stagione. Anche Piccoli, ex del match, non va oltre una prestazione opaca: sponda utile per il gol, ma poca sostanza in fase offensiva e difficoltà nel tenere palla.
In difesa, Pongracic si riscatta con personalità. Il suo intervento su Coulibaly è un mix di tempismo e forza fisica, mentre De Gea si conferma solido, anche se non può nulla sul tiro ravvicinato di Thiago Gabriel. Il portiere, tuttavia, si distende bene su Banda, dimostrando ancora una volta la sua reliability sottoporta. Dodo e Ranieri garantiscono equilibrio sulle fasce, anche se il Lecce insiste soprattutto sulla destra.
Alla fine, the coach Vanoli ottiene un altro punto, ma non la tranquillità. Il calo nella ripresa, più mentale che fisico, fa emergere un limite di squadra. Il tactical analysis è evidente, ma manca la continuità di rendimento. Il 13° gol subito di testa non è un caso: serve un cambio culturale in fase difensiva. I piccoli mattoncini servono per la salvezza, ma la costruzione di un’identità passa anche da prestazioni più mature.
Harrison è l’unica nota positiva in mezzo a tanta mediocrità. Senza di lui, forse prendevamo due gol in più.
Il gol di Harrison è stato bello, ma il loro defensive weakness punto debole resta evidente. Ogni volta che battiamo un corner, sappiamo che c’è speranza.
Gudmundsson non è un giocatore da Fiorentina. Manca di intensity intensità e di visione. Lo vedo meglio in una squadra con meno pressione.
Vanoli fa del suo meglio, ma a un certo punto serve anche a change un cambio radicale. Non possiamo sempre sperare nei giovani.
Dodo è cresciuto tanto. Non è solo un difensore, ma dà una real contribution contributo vero in attacco. Merita di giocare sempre.
Ma quanti gol presi su palla inattiva? È una questione sistemica o semplice sfortuna? Qualcuno deve rispondere.