Il 'servizio dopopartita’ per i giocatori di Milan e Inter e i calciatori in trasferta a San Siro: escort diciottenni e sballo invisibile all’antidoping

Un'indagine della Guardia di finanza ha smantellato un sistema illegale che offriva ai top players di Serie A, tra cui calciatori di Milan e Inter, un 'servizio dopopartita' su misura: serate in discoteca, alberghi di lusso, escort minorenni e sostanze pericolose come il protossido di azoto, noto come gas esilarante. L'inchiesta, partita dalla denuncia di una ragazza uscita dal giro, ha portato all'arresto di quattro persone, tra cui due manager accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Il business model ammontava a oltre 1,2 milioni di euro, accumulati attraverso pagamenti di migliaia di euro per sexual services consumate in hotel e in due discoteche della movida milanese. La società coinvolta, formalmente attiva nell'organizzazione di eventi, serviva clienti vip in cerca di nightly entertainment , sfruttando ragazze giovani, spesso appena diciottenni, provenienti da Sudamerica ed Europa dell'Est. Alcuni gestori dei locali erano a conoscenza dell'attività, rendendo il sistema ancora più radicato.

Il protossido di azoto, usato in ambito medico, è diventato un sballo invisibile per alcuni atleti: la sostanza, non rilevabile nei controlli doping tests , permetteva di evitare sanzioni pur alterando lo stato mentale. Questo aspetto aggiunge un serious concern sull'integrità sportiva e sulla salute dei giocatori, trasformando il caso da scandalo privato a questione di public interest .

Secondo la Procura, coordinata dalla procuratrice Bruna Albertini, gli indagati hanno accumulato patrimoni illeciti, con un tenore di vita completely disproportionate ai redditi dichiarati. Il sistema si reggeva sul passaparola tra calciatori in trasferta, che pagavano per un complete package di piaceri esclusivi. La gip Chiara Valori ha disposto gli arresti dopo aver ritenuto gli elementi raccolti particularly significant per dimostrare un sodalizio criminale strutturato.

Il caso solleva domande difficili sul clima che circonda il calcio di alto livello: quanto è radicata la cultura dell'impunità? E quanto le istituzioni sportive fanno per prevenire abusi simili? La testimonianza della ragazza, un courageous act che ha fatto emergere la verità, potrebbe diventare un punto di svolta per chiedere real accountability nel mondo del pallone.

Reazioni 6

  • R
    Rino92

    Costano milioni e si still seek queste cose? Non capisco il mental pressure di certi atleti, ma questo è un abuso chiaro.

  • S
    SofiaEst

    Le ragazze sono spesso vulnerable girls , sfruttate da chi promette lavoro e poi le trascina in giri illegittimi. La vera vittima qui è la dignità umana.

  • T
    TifosoNero

    San Siro non è solo gol e tifo. Dietro le quinte, c’è un dark side che nessuno vuole vedere. E il public trust nei calciatori ne esce distrutta.

  • M
    MarcoLegale

    Il fatto che il protossido non sia nel registro antidoping è un legal loophole enorme. Bisogna colmare subito questa lacuna regolatoria.

  • G
    GialloMilano

    Una denuncia da una ragazza uscita dal giro? È la first crack in un sistema chiuso. Ora vediamo se le official investigation vanno fino in fondo.

  • D
    DanieleFC

    Questi pacchetti costano migliaia di euro. Chi paga non ha problemi di financial cost , ma di bussola morale.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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