I distretti storici frenano Le vie della ripresa: nuovi sbocchi e resilienza

Mentre i global markets oscillano tra dazi, rotte spezzate e energy costs instabili, i distretti industriali del legno-arredo italiano navigano in acque agitate. Il nuovo report di Intesa Sanpaolo dipinge un quadro a contrasti: da un lato, i giganti come la Brianza e il Trevigiano accusano il colpo, con exports in calo; dall’altro, territori più piccoli come la Murgia, l’Alto Adige e Bovolone registrano crescite a due cifre. Questa polarization rivela non solo differenze geografiche, ma anche strategie aziendali diverse di fronte alle stesse sfide.

Nel 2025, l’export complessivo del settore legno-arredo ha subito una decline dell’1,3%, ma i distretti hanno mitigato il crollo, fermandosi a un -0,3%, per un valore di 9 miliardi di euro. Il merito va alla capacità delle imprese di diversify i mercati di sbocco. Mentre la Francia ha frenato (-5,6%), la Germania ha assorbito meglio la crisi (+1,9%), il Regno Unito ha mostrato una forte demand (+7,9%) e la Spagna è cresciuta moderatamente (+1,7%). Ma i veri fuochi d’artificio arrivano dai mercati emergenti: +5% negli Emirati Arabi Uniti e un balzo del +50,7% in Turchia, trainato soprattutto dai furniture di Bovolone.

La resilienza di certi distretti non è casuale. Quelli che crescono hanno spesso puntato su nicchie di design riconoscibili o su prodotti con alto valore aggiunto, capaci di resistere alla pressione dei prezzi. Al contrario, i distretti più esposti agli Stati Uniti — come Brianza e Treviso — hanno pagato il prezzo dei trade barriers e del dollaro debole. Stefania Trenti di Intesa Sanpaolo sottolinea che molte aziende hanno comunque scelto di restare sul mercato americano, nonostante i financial pressure sul fatturato, perché vedono gli USA come un mercato strutturalmente solido per il design di fascia alta.

La strategia di lungo periodo sembra premiare chi riesce a bilanciare international presence e local production . I distretti in crescita non solo esportano meglio, ma lo fanno con una clear identity . Il mobile imbottito della Murgia, il design dell’Alto Adige e i mobili classici di Bovolone non sono generici: sono brand territoriali riconoscibili. Questo, unito a una capacità di adattamento rapida, trasforma challenges in opportunità. Mentre i vecchi leader rallentano, nuovi centri di eccellenza stanno ridisegnando la mappa economica del made in Italy.

Reazioni 6

  • M
    Marco73

    Il dato sulla Turchia è surprising : +50% in un anno? Devono aver colto una nicchia che nessuno aveva visto.

  • S
    Silvia_D

    La Brianza che frena mi preoccupa. È un simbolo del design italiano. Se non riesce a adapt , che futuro ha il settore?

  • A
    AldoEst

    Bovolone supera tutti. Forse è il momento di smettere di puntare solo sui mercati tradizionali e investire su emerging markets .

  • T
    TinaMod

    La vera lesson qui è che l’identità conta più della dimensione. Il design locale batte la scala globale.

  • R
    RicCardo

    E le PMI fuori dai distretti? Questo report parla solo dei grandi centri. Il resto del paese soffre in silenzio.

  • G
    GigiNord

    La Germania cresce appena l’1,9%. Nemmeno lì il demand è così solido. Diversificare sì, ma non illudiamoci.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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