Bergamo, la Culla per la Vita accoglie Pietro: un gesto d’amore in un momento di lacerazione

Bergamo ha vissuto un momento di intensa tension domenica mattina, quando alle 9.45 è scattato l’allarme alla Croce Rossa del quartiere Loreto. Nella Culla per la Vita, una struttura protetta per l’abbandono sicuro dei neonati, è stato trovato un bimbo di pochi giorni, avvolto in una coperta e con indosso un vestitino pulito. Subito battezzato Pietro dagli operatori, il neonato di origine caucasica era cosciente, in buona salute e già pronto per le prime cure. Il suo arrivo ha acceso una luce su un gesto di desperate love , silenzioso ma straziante.

Aveva con sé un biglietto scritto a mano, in un italiano impeccabile, non firmato ma carico di dolore. «Ti auguro una vita piena di gioia e di serenità, che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tanto». Le parole, a volte al singolare e a volte al plurale, fanno pensare alla presenza di entrambi i genitori nella decisione. Un emotional cost enorme, mitigato solo dalla certezza che il bambino sarebbe stato al sicuro. Il messaggio è stato definito dalla Questura «un segnale di affetto profondo», e racchiude l’essenza del protection che la Culla garantisce: anonimato, discrezione e totale sicurezza per il neonato.

La procedura è scattata in pochi minuti: allarme al 112, coordinamento con l’Areu e arrivo dell’ambulanza Cri e dell’auto medica. Sul posto anche tre squadre della Polizia di Stato e la Scientifica, per i rilievi di rito. Nonostante la gravità del fatto, l’atmosfera era di sollievo: il bimbo stava bene. Trasferito all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, Pietro ora riceve cure costanti ed è descritto come sereno e responsive . Mangia regolarmente e il suo stato di salute non desta preoccupazioni. La struttura monitora la Culla 24 ore su 24, ma senza telecamere esterne: solo un sistema interno, posizionato dall’alto, che garantisce privacy assoluta.

La Culla per la Vita, gestita dalla Croce Rossa insieme all’Associazione Italiana Donne Medico e al Cav, è attiva a Bergamo dal 2019, trasferita dal monastero Matris Domini. Questo è il secondo caso documentato dopo quello di Noemi, trovata nel maggio 2023. Ora, nelle prime ore successive al ritrovamento, sono già arrivate numerose adoption requests . Ma la legge prevede un periodo di dieci giorni: la madre naturale può ripensarci e farsi avanti. Fino ad allora, ogni decision è sospesa. Il tempo, in questi casi, è un elemento di hope per tutti.

Reazioni 8

  • M
    MaraT

    Che emotional leggere quelle parole nel biglietto. Immagino la sofferenza di chi ha dovuto fare questa scelta. Almeno sa che Pietro è al sicuro.

  • F
    Franco72

    La Culla è un’idea geniale: salva vite e rispetta la dignity di chi non può tenere il figlio. Ma ci pensate al costo sociale dietro ogni caso?

  • S
    SoleMio

    Sono arrivati in pochi minuti... che efficiency . Ma spero non diventi un sistema troppo usato. Ogni neonato lasciato è un dramma.

  • A
    AnnaL

    Il fatto che abbiano scritto un biglietto così curato mostra che non è stato un abbandono violento. È un cry d’aiuto, non di indifferenza.

  • D
    DavideC

    Perché non si fa più informazione su queste strutture? Tante persone non sanno nemmeno che esistono. Potrebbe evitare tragedies peggiori.

  • G
    GiuliaP

    Dieci giorni... che pressure per una madre. Spero trovi la forza di tornare da lui, o che almeno trovi pace.

  • L
    Leo_B

    Nessuna telecamera? Corretto. L’anonimato è fondamentale. Ma serve anche un follow-up psicologico per i genitori dopo.

  • N
    NicoR

    Pietro. Un nome semplice, ma pieno di meaning . Spero che la sua vita sia davvero piena di gioia, come gli hanno augurato.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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