Dermatologi: 'da IA a terapie biologiche, le innovazioni vanno garantite a tutti'
L’innovazione in dermatologia non manca: dall’the research alle nuove the therapies biologiche, passando per l’intelligenza artificiale che migliora la diagnosi precoce. Ma queste conquiste rischiano di restare ferme nei laboratori se non vengono rese accessibili a tutti i pazienti. È l’allarme lanciato dai maggiori esperti italiani riuniti al 99° Congresso nazionale della Società italiana di Dermatologia, dove il messaggio è chiaro: l’innovazione deve tradursi in real benefit , non in privilegi per pochi.
Il nodo centrale è l’inserimento di queste nuove tecnologie nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), lo standard che garantisce cure uguali per tutti sul territorio nazionale. Oggi invece esiste una frattura netta tra dermatologia ospedaliera e quella sul campo, con conseguenze dirette sull’accesso alle cure. Gli esperti denunciano che strumenti come la Total Body Photography o la microscopia confocale, già raccomandati dalle linee guida, non sono ancora inclusi nei Lea e quindi non sono disponibili ovunque.
«Questa separazione limita la professional growth e crea inequalities », sottolineano i presidenti del Congresso Maria Concetta Fargnoli e Paolo Amerio. Senza una governance sanitaria che integri territorio e ospedale, le innovazioni rischiano di essere appannaggio solo di centri specializzati. Eppure, come ricorda Giovanni Pellacani, presidente Sidemast, «garantire un timely access alle terapie più avanzate è essenziale per qualità e appropriatezza».
Il paradosso? Si tratta spesso di cifre relativamente contenute, ma il sistema sanitario fatica a investire, anche quando esistono health benefits e risparmi a lungo termine. Tecnologie diagnostiche precoci non solo salvano vite, ma riducono anche il cost pressure futuri. «Abbiamo dati che lo dimostrano», insiste Pellacani. Ora serve una political decision per colmare il divario e fare in modo che l’innovazione non resti solo una promessa.
Già oggi è difficile prenotare una visita dermatologica fuori dalle grandi città. Aggiungere nuove tecnologie senza potenziare le strutture è solo una symbolic gesture gesto simbolico.
La microscopia confocale la usiamo in reparto, ma in ambulatorio territoriale spesso mancano persino i dermatoscopi digitali. Il gap divario è reale e si sente ogni giorno.
Se queste tecnologie riducono i costi a lungo termine, perché aspettare? Il cost issue problema del costo è sempre l’alibi per non fare nulla.
Mia madre ha aspettato sei mesi per un controllo dei nei. Nel frattempo la lesione è peggiorata. Queste non sono theories teorie, sono vite in gioco.
Bene l’appello, ma manca un piano chiaro su come finanziare l’upgrade aggiornamento del sistema. Serve più di una dichiarazione.
L’public trust fiducia pubblica nel SSN cala ogni anno. Farsi sentire è importante, ma servono fatti, non solo congressi.