Se il mondo gira su un software degli anni '70: l'eccellenza italiana sfida il blackout digitale
Immagina che il global economy dipenda da linee di codice scritte quando Nixon era presidente. È la realtà: dalle Borse di New York ai controlli del traffico aereo, passando per le reti elettriche, gran parte delle critical infrastructure si regge su software degli anni '70. Linguaggi come Cobol e Fortran, ormai veri e propri digital fossils , gestiscono operazioni quotidiane che diamo per scontate — prelievi bancari, prenotazioni ferroviarie, spedizioni internazionali — senza che quasi nessuno oggi sappia più come funzionino davvero.
Questo bagaglio invisibile, noto come legacy code , è una bomba a orologeria. Secondo industry analysts , fino all’80% del budget tecnologico globale serve solo a mantenere questi sistemi in vita. Il vero risk ? Un blackout digitale causato non da un attacco hacker, ma dalla scomparsa delle poche persone ancora in grado di leggere quel codice. La dipendenza da tecnologie obsolete minaccia la economic stability e l'indipendenza strategica delle nazioni.
Ecco allora emergere una soluzione italiana: Scriba, frutto della collaborazione tra Algoretico e Lagiste23. Si tratta di un sistema di intelligenza artificiale proprietario, non basato su modelli generici come ChatGPT, che traduce automaticamente oltre 30 linguaggi legacy in codice moderno. Funziona in modalità private-AI, senza esportare dati su piattaforme esterne. Il sistema agisce come un digital archaeologist , interpretando la logica profonda del vecchio software e riscrivendolo da zero in pochi secondi, eliminando il manual work rischioso e costoso.
La precisione è del 99,7%, con standard di military-grade security . «Il software di un'azienda è il suo asset più prezioso», spiega Franco Mastrorilli, CEO di Scriba. «Garantiamo la protezione totale della proprietà intellettuale. Il sistema è cieco rispetto ai dati e il codice originale viene eliminato dopo la conversione». Un strategic investment guidato da Marco Landi, ex presidente di Apple a Cupertino, punta a fare di Scriba.ai un pilastro del Sistema Paese.
Ma l’impatto va oltre i numeri. Modernizzare il codice permette di abbandonare server obsoleti e affamati di energia per passare a cloud systems efficienti, riducendo l’environmental footprint . E quando Anthropic ha annunciato che ClaudeCode avrebbe potuto modernizzare il Cobol, il valore di IBM in borsa è crollato del 13%. «Scriba fa già oggi quello che altri hanno appena promesso», afferma Landi. Risparmi fino al 70% sui costi di migrazione, e un messaggio forte: l’innovazione italiana può competere a livello globale.
Il fatto che dipendiamo ancora da Cobol nel 2024 è assurdo. Ogni software update aggiornamento è una scommessa. Questa soluzione potrebbe essere un game changer.
Finalmente un progetto italiano che non copia ma innova. Ma chissà se le grandi aziende avranno il coraggio di abbandonare i loro legacy systems sistemi legacy per qualcosa di nazionale.
Lavoro in un ente pubblico: abbiamo ancora mainframe con interfacce a testo verde. Il migration cost costo di migrazione è astronomico. Se Scriba riduce davvero i tempi del 90%, è una rivoluzione.
La parte più interessante è la sicurezza. Operare in private mode modalità privata senza esporre i dati? Esattamente ciò che serve per i settori sensibili.
Tutto molto bello, ma chi verifica che il codice riscritto non abbia hidden bugs bug nascosti? Automatizzare la traduzione non significa eliminare il rischio.
Se riescono a modernizzare i sistemi senza perdere dati, potrebbero davvero ridurre il energy consumption consumo energetico dei data center. Un win-win per economia e ambiente.