Bond subordinato di Unicredit: rimborso anticipato comunicato per il 3 giugno

Unicredit ha annunciato oggi il the repayment integrale e anticipato del suo subordinated bond emesso nel 2019, con data formale fissata al 3 giugno prossimo (ISIN: XS1963834251). La mossa, già autorizzata dalla Banca Centrale Europea (BCE), permetterà alla banca italiana di chiudere un debito costoso prima della possibile esercitazione della clausola di riacquisto (call) nel 2026. Il rimborso avverrà at par , comprensivo degli interessi maturati e non ancora pagati.

Questo titolo rientra nella categoria degli Additional Tier 1 (AT1), strumenti ibridi che stanno a metà tra capitale e debito dal punto di vista regolamentare. Finora ha garantito una fixed coupon annua lorda del 7,50%, pagata semestralmente. Tuttavia, a partire dall’ottavo anno, la cedola sarebbe diventata variable , pari al tasso mid-swap a 5 anni più uno spread del 7,334%. Con il mid-swap fermo a 2,77%, il nuovo tasso sarebbe salito al 10,10%: un onere insostenibile per un emittente che oggi può refinance a lungo termine a condizioni molto più vantaggiose.

La decisione di procedere con il rimborso anticipato risponde a una precisa cost strategy . Unicredit, infatti, ha recentemente collocato un nuovo structured bond con cedola condizionata: dal quarto anno, il pagamento sarà legato al livello dell’indice SOITA10Y, che traccia i BTp a 10 anni. Se a certe date l’indice supera il 4,30%, la cedola potrebbe non essere corrisposta. Un rischio calcolato, ma che riflette una market condition più favorevole per l’emittente.

Il titolo in fase di rimborso aveva un capital amount di 1 miliardo di euro ed era rivolto esclusivamente al mercato institutional , con un taglio minimo di 200.000 euro. Una soglia elevata, giustificata dai high risk associati agli AT1: in caso di crisi, il pagamento della cedola o il rimborso del capitale possono essere sospesi o annullati. Inoltre, se la call non fosse stata esercitata, il bond sarebbe diventato di fatto perpetual , senza scadenza certa per l’emittente.

Reazioni 8

  • L
    LorenzoB

    Chi detiene questi bond AT1 deve sempre tenere presente che non sono obbligazioni normali: il risk di perdita è reale e strutturale.

  • T
    Tiziana_87

    Unicredit fa bene a ridurre i future costs . A quel tasso del 10% non poteva certo andare avanti.

  • R
    RiccardoM

    Questa è pura finanza d’impresa. Rimborso anticipato per evitare una rate hike che sarebbe costata troppo.

  • S
    SilviaP

    Ma quindi chi ci ha guadagnato? Gli investitori hanno perso un flusso di reddito molto alto. Forse non era il momento migliore per uscire.

  • A
    Alessio_N

    La regulatory approval è obbligatoria per questi strumenti. Senza il via libera della BCE, niente rimborso.

  • C
    ClaudiaF

    Un esempio chiaro di come le banche gestiscono il debt structure in base alle condizioni di mercato. Niente affetto, solo numeri.

  • D
    Daniele_T

    Se il tasso fosse rimasto fisso, sarebbe stato un buon affare per gli investitori. Ma il refinancing option è previsto nel contratto.

  • G
    Giulia_R

    Attenzione a non sottovalutare il market signal che manda questa operazione: Unicredit è in salute e può permettersi di chiudere debiti costosi.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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