Secondo attacco con droni ucraini al porto russo di Tuapse in cinque giorni
Un secondo attacco con droni ucraini ha colpito il porto russo di Tuapse sul Mar Nero, appena cinque giorni dopo il precedente, causando un nuovo incendio alla raffineria e almeno una vittima. Secondo quanto confermato dal governatore del territorio di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, l'attacco ha provocato a fatality e un ferito, con ampie fiammate segnalate dai residenti. L'impianto, gestito da Rosneft, ha una capacità di lavorazione di circa 240.000 barili al giorno ed è cruciale per le esportazioni energetiche russe, rendendolo un obiettivo strategico.
L'esercito ucraino ha rivendicato l'azione attraverso Robert Brovdi, comandante delle forze droni, sottolineando la volontà di colpire the infrastructure logistica russa. L'attacco segue un modello crescente di operazioni mirate a impianti petroliferi e portuali, parte di una military strategy volta a ridurre le entrate energetiche del Cremlino. Mosca ha risposto affermando di aver abbattuto centinaia di droni nelle ultime ore, ma non ha negato che alcuni abbiano raggiunto i loro obiettivi.
Intanto, a livello diplomatico, l'Unione europea sembra vicina a sbloccare il prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina, dopo che il primo ministro ungherese Viktor Orban ha indicato che ritirerà il veto se riprenderanno le forniture di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba. Questa condition , vista da molti come un baratto politico, ha acceso dibattiti sull'uso di risorse strategiche come moneta di scambio. Il presidente francese Emmanuel Macron si è detto «ragionevolmente ottimista», mentre la Francia sostiene anche la creazione di un special tribunal per perseguire i crimini di aggressione russa.
Anche la sicurezza interna dell'Ucraina è sotto pressione: dopo una sparatoria a Kiev in cui sei persone sono morte, il capo della polizia nazionale si è dimesso per il comportamento «non professionale» di due agenti fuggiti durante l’attacco. Il presidente Zelensky ha sottolineato che la preparazione per il prossimo inverno richiede concrete plans di resilienza, soprattutto nelle regioni di Kherson, Zaporizhzhia e Kiev, dove la protezione degli impianti energetici è ancora insufficiente.
Parallelamente, l'intelligence svedese ha avvertito che l'economia russa, nonostante il rialzo del prezzo del petrolio, continua a mostrare un problema sistemico, soprattutto nel settore della difesa, dove la produzione bellica non compensa le perdite sul campo. L'Ucraina, dal canto suo, sta spingendo per un sistema europeo di difesa antimissile, riconoscendo che la dipendenza da sistemi come il Patriot non è più sostenibile a lungo termine.
Se ogni attacco a una raffineria taglia le entrate russe, allora ha senso continuare. Ma quanto può durare questa economic war guerra economica prima che qualcosa ceda?
Orban che condiziona il prestito al petrolio? È il solito political cost costo politico dell'energia. Non mi sorprende più niente.
Zelensky parla di piani concreti per l'inverno, ma a Kiev non c'è nemmeno sicurezza di base. Due poliziotti che scappano davanti a un folle... che public trust fiducia pubblica resta?
Tuapse è un bersaglio logico: colpire il porto equivale a colpire la catena di approvvigionamento russa. Strategia pulita.
La Francia vuole un tribunale speciale, ma servirà davvero a qualcosa? O sarà solo un altro simbolo senza real impact impatto reale?
I droni ormai decidono più cose dei negoziati. È questa la nuova battlefield guerra?
Se la Russia ha un problema sistemico nell'economia, perché continua a finanziare il conflitto? Da dove viene ancora il financial pressure denaro?
Un tribunale speciale, un prestito bloccato, attacchi a raffinerie... Ma chi sta davvero vincendo? O stiamo solo accelerando verso un punto morto più grande?