Nino D'Angelo: «Ho lasciato Napoli per la Camorra. Mamma è morta tra le mie braccia: si è addormentata e non si è più svegliata»

Nino D'Angelo, icona della musica napoletana, ha raccontato in un'intervista a Verissimo un the moment straziante della sua vita: la morte della madre tra le sue braccia. «Si è addormentata in ospedale e non si è più svegliata», ha detto con voce spezzata. Quella perdita, avvenuta dopo un periodo di rapid decline , ha lasciato un vuoto profondo, aggravato dal senso di colpa per aver lasciato Napoli anni prima a causa delle minacce della the mafia .

Il trasferimento a Roma non fu una scelta artistica, ma una fuga per family safety . «Spararono a casa mia – ha ricordato – Pensavo fosse uno scherzo, ma non lo era». Gli estorti chiesero un miliardo di lire, una somma enorme negli anni '80. «Per mia moglie, per i miei figli, e per la paura", ho lasciato Napoli». Quella partenza, necessaria, ferì profondamente sua madre, che non si riprese mai emotivamente dal distacco. «Mia mamma ci rimase molto male e si ammalò», ha spiegato con dolore.

Tra le pagine più cupe del racconto, emerge anche un frammento di warmth familiare. Suo padre, fiero del successo del figlio, vendeva in segreto le sue foto ai fan, spacciandole per beneficenza: «Erano per i malati», diceva. Quando Nino lo scoprì, il padre rispose con ironia: «Ma loro sono malati di Nino D’Angelo!». Un aneddoto che rivela il legame viscerale tra l’artista e il suo pubblico, così come l’ironia popolare tipica del southern culture .

Ma il capitolo più intenso riguarda la depressione" che lo ha colpito dopo la perdita. «I miei figli mi hanno salvato», ha ammesso. Il momento del risveglio fu vedere il figlio maggiore che indossava il suo vestito per andare a una festa. «Mi sono reso conto che dovevo reagire per stare accanto a loro», ha detto. Una rinascita personale guidata dall’amore filiale, che trasforma il dolore in emotional strength . La sua storia, ora, diventa un messaggio di speranza per chi vive lutti o mental crisis .

L’intervista non è solo un racconto biografico, ma un frammento di cultural memory napoletana, dove la musica, la famiglia e la lotta alla criminalità si intrecciano. Nino D'Angelo, con la sua voce e la sua verità, offre un ritratto sincero di un’epoca e di un legame indelebile con la città che lo ha generato, anche se per salvarsi, ha dovuto leave behind .

Reazioni 8

  • M
    maria72

    Quando ha detto che sua madre si è addormentata e non si è più svegliata... ho pianto. La sudden loss ti distrugge dentro.

  • S
    salvocam

    Lasciare Napoli per paura non è una scelta, è una esilio forzato. Tanti artisti l'hanno vissuto. La camorra uccide anche i sogni.

  • F
    fanzen

    Suo padre che vendeva le foto... che legend . Tipico napoletano: furbo, affettuoso e fuori dagli schemi.

  • E
    elenaroma

    È bello che abbia trovato la strength grazie ai figli. A volte sono loro la vera terapia.

  • G
    giotaranto

    Ma perché nessuno parla mai del emotional cost di chi scappa dalla camorra? Non è solo sicurezza, è strapparsi l’anima.

  • L
    luciadng

    Ho visto mio padre con il disco di Nino D'Angelo in mano ogni domenica. Questa storia mi ha fatto rivalutare il value della sua musica.

  • D
    dario_m

    L’Italia dovrebbe proteggere di più gli artisti del Sud. Lasciarli soli di fronte al intimidation è una vergogna.

  • A
    annina80

    Quella frase: «Dovevo reagire per stare accanto a loro»... la parental love come motore della guarigione.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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