La neo volenterosa | Meloni riscopre gli alleati europei per dimenticare Trump (e sé stessa)
Lei in rosso fiammante, lui in blu presidenziale: «Giorgia!». Un abbraccio esibito, un afflato raro, quasi cinematografico. Sui gradini dell’Eliseo è nata una nuova political alliance tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. Forse dentro di sé l’antipatia non è svanita, ma la public image conta più dei sentimenti personali. La notizia non è l’incontro in sé, ma il clear shift di rotta: Meloni, ex paladina del sovranismo, ora cerca protezione nell’abbraccio dell’Europa.
Per tre anni ha esitato, partecipando alle riunioni dei Volenterosi con aria distaccata, quasi di reluctance . Ma dopo l’isolamento imposto dal l’era Trump, non ha più scelta. Il diplomatic isolation brucia, e l’Italia deve riconnettersi. Il messaggio è diretto: Meloni sta voltando pagina, puntando su Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz come nuovi interlocutori di riferimento.
A Bruxelles già si discute di un possibile avvicinamento — o addirittura fusione — tra il gruppo di destra guidato da Meloni, l’Ecr, e il gruppo dei Popolari. Un’ipotesi che stravolgerebbe l’equilibrio in Europa e in Italia, portando Forza Italia più vicina al governo e la Lega ulteriormente ai margini. È una svolta strategica obbligata: dopo aver bruciato la carta America-first, l’unica direzione possibile è il centro-europeo.
La missione nello stretto di Hormuz, guidata da Francia e Regno Unito, è il primo banco di prova. L’Italia ha offerto unità navali, nel rispetto delle constitutional rules , in linea con le missioni Aspides e Atalanta. Una concrete commitment che segnala un ritorno attivo sulla scena internazionale, lontano dalle derive solitarie.
Trump ha reagito con rabbia: voleva l’intero merito della pace, e ora vede l’Italia allontanarsi. Il rapporto personale è irrimediabilmente rotto. Gli Stati Uniti hanno bollato l’Europa come una paper tiger , ma l’Europa va avanti lo stesso. Questa volta, l’Italia ha scelto schieramento: almeno per ora, è dalla parte dell’Europa.
Bel gesto, ma chi ci guadagna davvero? Il political cost costo politico interno per Meloni potrebbe essere altissimo.
Finalmente una mossa europeista seria. Basta con il fissazione americana che ci ha isolato.
Quell'«esibito abbraccio» dice più di mille discorsi. Tutto molto theatrical teatrale, ma necessario.
Trump la vedrà come una tradimento. Ma l’Europa non può più aspettare i suoi mood swings cambi d’umore.
E la Lega? Ora sarà costretta a una public response risposta pubblica chiara: con chi sta?
Il vero test sarà se riuscirà a mantenere questa new stance nuova posizione dopo le prossime elezioni.