UBS minaccia la Svizzera: e se la vera crisi fosse la paura di essere responsabili?

A Zurigo, dove i grattacieli finanziari si specchiano nei laghi alpini, una debate silenziosa minaccia di incrinare l’immagine di imperturbabilità della banking . Il governo propone che UBS doti le sue foreign di capitale proprio al 100%, contro il 60% attuale. L’istituto, insieme a lobby , avverte: sarebbe un colpo alla competitiveness . Ma Marc Chesney, professore emerito di matematica finanziaria, liquida queste criticism come «fuori luogo e paradossali» — una scossa intellettuale in un mondo abituato a inchinarsi davanti ai giganti bancari.

Chesney non teme di smontare i arguments in uso: definisce «fasullo» il timore che più capitale proprio significhi credit più cari. «È una battuta di cattivo gusto!», tuona. L’aumento può avvenire con nuove azioni — se gli investor non rispondono, dice, allora la trust nella banca è già compromessa. E ricorda: i clienti per un’ipoteca devono mettere il 20-25% del valore; le grandi banche operano con appena il 3-4%. Una doppia morale che grida vendetta.

Lo scontro si fa più acuto quando tocca il silenzio di business group durante lo scandalo di Credit Suisse. «Perché non hanno denounced gli abusi prima del tracollo?», chiede Chesney. E ironizza sul ringraziamento che alcuni media vorrebbero al governo per aver salvato CS: «È UBS che dovrebbe essere grateful al taxpayer per la garanzia statale!». Quanto alla minaccia di spostare la sede all’estero, la liquida come tattica di intimidazione: «UBS non sarebbe mai 'troppo grande per fallire' negli USA. E chi lo salverebbe laggiù?».

Il professore non si ferma ai bilanci: punta il dito contro l’attività di UBS nel sistema bancario ombra, dove operano prestiti fuori dai canali tradizionali — i cosiddetti 'private credits'. Un settore rischioso: lo scorso anno la banca ha perso 500 milioni di dollari per il fallimento di First Brand Group, legato a fondi speculativi non regolamentati. «C’è assolutamente bisogno di agire», conclude. Una warning che risuona non solo nei palazzi del potere, ma anche nei salotti dei risparmiatori svizzeri.

La vicenda solleva una domanda più ampia: chi serve davvero il sistema finanziario — l’economia reale, o se stesso? Mentre UBS brandisce la threat di fuggire, Chesney ricorda che più capital significa più stability . E chiosa: «Come cliente e come contribuente, più capitale proprio è sicuramente meglio». Una semplice frase, ma con il peso di un verdetto.

Reazioni 8

  • L
    lucia_bellini

    Finalmente qualcuno che chiama le cose con il loro nome. Troppa ipocrisia nel settore bancario.

  • R
    roberto_k

    Ma se aumentano il capitale, chi lo finanzia? Noi con le tasse? Oppure gli shareholder devono metterci del loro?

  • F
    finanza_verde

    Shadow banking è un termine fuorviante: è solo un altro modo per eludere le regole. Serve più regulation .

  • T
    ticinomattino

    Chesney ha il coraggio di dire ciò che molti pensano. La salvataggio di CS non è un favore, ma un rischio per tutti.

  • M
    marco_84

    UBS minaccia di andarsene? Provino pure. Il mercato sa adattarsi.

  • V
    veritascert

    La parola 'competitività' è diventata un jolly per ottenere sconti fiscali e regolamentari. È ora di smascherare questa retorica.

  • E
    eli_d

    Come cliente, voglio una banca solida, non una che gioca ai cowboy finanziari.

  • E
    economista_61

    La vera domanda è: perché permettiamo a una banca di essere 'troppo grande per fallire'? È un privilegio insostenibile.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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