Banche, nuove regole per i cda: cosa cambia davvero con il Dl Capitali

Questa settimana i board renewal di due importanti banche italiane, Monte Paschi di Siena e Banco BPM, hanno messo alla prova le nuove regole del capital bill (Legge 5 marzo 2024, n.21). Per la prima volta si è visto in azione un sistema che modifica profondamente il governance process , con effetti immediati sul tempo delle assemblee, sulle voting rules e sulla composizione dei vertici. Il quadro non è più dominato dalla semplice continuità: ora conta anche il shareholder pressure minoritari.

Il cuore del legislative change è duplice. Da un lato, il CDA uscente può presentare una propria lista di candidati, ma solo se approvata da una two-thirds majority dei suoi membri. Dall’altro, il numero dei candidati deve superare di almeno un terzo i posti disponibili. Inoltre, le minoranze con almeno il 3% dei voti ottengono una proportional representation per almeno il 20% dei seggi. Se vince la lista del CDA, l’assemblea deve comunque votare in una second ballot i singoli candidati, aprendo la strada a sorprese.

A Monte Paschi di Siena, la sorpresa è stata clamorosa: la lista del CDA è stata battuta. Il merito va a una coalizione tra Delfin e Banco BPM a sostegno della lista Plt, promossa dall’azionista di minoranza Pierluigi Tortora, che ha riproposto i precedenti vertici. Questo market signal mostra che il potere non è più blindato. La incumbent list , pur forte di governance consolidata, non ha retto alla pressione delle minoranze organizzate, che hanno espresso una clear alternative .

Banco BPM, invece, ha confermato la lista del CDA uscente, con Giuseppe Castagna come AD e Massimo Tononi alla presidenza. Ma anche qui, la second vote ha rivelato tensioni. Maurizio Comoli, pur avendo ottenuto il 75,55% delle preferenze, ha perso il ruolo di vicepresidente a favore di Silvia Stefini (60%), per rispettare le quote di genere previste da una legge precedente. Non è colpa del Dl Capitali, ma dimostra che il board composition è ormai sotto microscopio.

Queste regole stanno cambiando il corporate climate nelle banche. Vincere la lista non garantisce più il controllo totale sulle nomine: le minoranze possono influenzare i individual choices , magari spingendo su profili più deboli per indebolire il vincitore. Ne deriva una maggiore negotiation pressure e meno rigidità. Il bilanciamento del potere tra continuità e rappresentanza è cominciato, e il mercato lo sta già assimilando.

Reazioni 6

  • M
    marcella_roma

    La second ballot è una vera rivoluzione: chi vince deve comunque negoziare. Questo cambia la board strategy fin dalla selezione dei candidati.

  • D
    daniele.b

    A Siena hanno perso non per errori, ma per shareholder alignment . È il mercato che impone la accountability .

  • L
    luciano.p

    Attenzione al voting cost : più turni, più tempo, più soldi per le banche. Chi paga? Gli azionisti minori, ovviamente.

  • G
    giulia_mn

    La vittoria di Stefini è positiva, ma non c’entra il Dl Capitali. Sarebbe meglio non mischiare le due policy layers .

  • R
    roberto_s

    Questo sistema rischia di portare a CDA troppo divisi. Serve clear leadership , non solo compromessi.

  • E
    elenar

    Il vero market impact sarà nei prossimi rinnovi. Se altre banche seguiranno Siena, il potere degli istituzionali cambierà per sempre.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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