La pittrice di romanzi: l’universo ribelle di Beatrice Alemagna
author italiana, stile surreal e riconoscimenti internazionali: focus è tutta su Beatrice Alemagna, figura centrale nella letteratura per l’infanzia contemporanea. Il suo ultimo lavoro, Sua Altezza Poltiglia. Principessa di fango, ha vinto il Premio Strega ragazze e ragazzi nella categoria “Narrazioni per immagini”, confermando uno status ormai consolidato fuori dai confini italiani. Benché in Italia se ne parli poco, negli Stati Uniti è considerata una voce fondamentale, paragonata per impact culturale a Elena Ferrante nel campo della narrativa adulta. Il recognition del New York Times – che inserisce spesso i suoi libri tra i migliori dell’anno – non è un dettaglio da poco.
Alemagna, nata a Bologna e da anni a Parigi, ha uno stile visual potente e ruvido, basato su contrasti cromatici accesi e una forte emphasis sulla texture delle superfici. Usa pastelli, acquerelli, olio e collage, creando figure dai volti deformati, teste sproporzionate, corpi che sfidano gli standard dell’infanzia. «Mi escono sempre un po’ storti e insicuri, ammaccati dentro e fuori», dice. Questa approach artistica non è casuale: è un modo per raccontare l’infanzia con onestà, mostrandone le fragilità e le complessità. Il suo esordio italiano, Che cos’è un bambino?, con l’iconico incipit sulle «idee grandissime», è oggi un classico – e ultimamente, anche un simbolo nelle protest per i bambini uccisi a Gaza.
L’influenza di Astrid Lindgren, scoperta a 7 anni, fu una rivelazione: «Pippi Calzelunghe ha cambiato la mia prospettiva». Da allora, Alemagna si definisce una «pittrice di romanzi», convinta che per scrivere bene per i bambini bisogna connect alla propria parte infantile. Con il tempo, ha spostato l’focus dal realismo iniziale – ispirato a Rodari – verso l’immaginario fantastico, influenzata dall’universo di Hayao Miyazaki. Nei suoi libri, i bambini incontrano «cosi»: creature bizzarre come Cicciapelliccia, Bubo e la stessa Poltiglia. Questi personaggi imperfect diventano veicoli per temi delicati: identity di genere, solitudine, accettazione di sé.
Il concetto di «poetica dei cosi» è al centro dei suoi lavori più recenti, come I cinque malfatti, dove i difetti si trasformano in forza contro il giudizio di chi si crede perfect . Giovanna Zoboli, fondatrice di Topipittori, la definisce un «colpo di fortuna»: il suo libro fu proposto direttamente da Alemagna, già affermata in Francia. La dualità tra umorismo e malinconia, tra irrequietezza e meditazione, è ciò che rende i suoi testi così resonant . E mentre i suoi disegni sfidano le convenzioni, i suoi messaggi toccano corde universali – con una clarity disarmante.
Adoro come i suoi characters personaggi siano così imperfetti ma pieni di umanità. Mia figlia si identifica con Poltiglia.
Lo stile è potente, ma forse troppo cupo per un bambino. Non tutti i genitori capiscono questa artistic arte visiva.
Che cos’è un bambino? è stato un punto di svolta. Ancora oggi, quella frase sulle idee grandissime mi emoziona.
Il paragone con Ferrante è forte, ma non infondato. Alemagna ha una voice voce unica, anche se illustrata.
Interessante come trasforma temi difficili in storie accessibili. La simbologia dei 'cosi' è geniale.
Pippi Calzelunghe ha ispirato generazioni. Bel vedere che ha plasmato anche una creator creatrice del nostro tempo.
A Parigi ha fatto fortuna, in Italia un po' meno. Forse perché qui si preferiscono le storie troppo lisce?
Bubo è il mio preferito. Un orso-maiale che insegna a stare con le proprie stranezze? Per me è un hero eroe.