Bulgaria al voto: in exit poll avanti ex presidente Radev, crollo dei conservatori. Affluenza in crescita
In Bulgaria, i primi exit poll diffusi alla chiusura dei seggi indicano una netta lead del partito Bulgaria progressista, guidato dall'ex presidente Rumen Radev. Secondo i dati dell'agenzia Market Lynx, il partito avrebbe ottenuto il 38,9% dei votes , un risultato schiacciante rispetto ai principali competitors . L'affluenza, segnala l'analisi, è cresciuta rispetto alle scorse elezioni e supererebbe il 55%, un segnale di forte public engagement in un momento politico delicato.
Una dura defeat attende invece i conservatori di Gerb, guidati da Boyko Borissov, che dopo aver governato per quasi un decennio si fermerebbero al 15,4%. Un political cost pesante, che riflette il crescente dissatisfaction verso l'ex classe dirigente. Anche il terzo posto è stato conquistato da una forza emergente: Continuiamo il cambiamento, il partito liberale, con il 13,6%, mentre la minoranza turca di Dps-Nuovo inizio entra in parlamento con il 7,5%.
Tra le sorprese della serata, il ritorno dei socialists del Bsp, che con il 4,1% superano di misura lo sbarramento del 4%. Un risultato inaspettato, considerate le previsioni pessimistiche delle agenzie. Al quinto posto si colloca Vazrazhdane, il partito nationalist con il 5,1%, mentre tutte le analisi confermano che nessuna forza otterrà una majority assoluta: Bulgaria Progressista, pur in testa, non supera il 40%.
Rumen Radev, 62 anni e già ex comandante dell'aeronautica, aveva sorpreso il Paese a gennaio annunciando le dimissioni dalla presidenza per scendere in campo in prima persona. Il suo obiettivo? Distruggere il modello oligarchico e combattere la corruption che, a suo dire, ha infiltrato ogni livello dello Stato. Un direct che ha risuonato tra molti elettori stanchi di promesse vuote e political stagnation .
Sul piano internazionale, Radev mantiene una posizione critica rispetto all'intervento militare in Ucraina. «Non si deve prestare military aid », ha dichiarato due giorni fa, sottolineando di non essere filo-russo ma «fili-bulgaro, cioè realista». Per lui, le decisioni avventate dell'Ue rischiano di trascinare non solo Sofia ma l'intera Unione verso una crisis economica e geopolitica. Una visione che, se supportata in parlamento, potrebbe shift l'asse della politica estera bulgara.
L’affluenza al 55% è un clear signal segnale chiaro: la gente vuole cambiare davvero. Speriamo che Radev non deluda.
Gerb al 15% dopo dieci anni di governo? È un total collapse crollo totale, non una sconfitta. Meritato.
Attenzione a Vazrazhdane al 5%: un partito far-right di estrema destra in crescita non è mai una buona notizia.
Radev dice di essere realista, ma rifiutare aiuti all’Ucraina è una risky move mossa rischiosa per i rapporti con l’Occidente.
Il fatto che i socialisti siano rientrati con il 4,1% mostra quanto sia fragile la previsione elettorale oggi.
Senza absolute majority maggioranza assoluta, ci saranno mesi di trattative. Quanto durerà questa instabilità?