Camionista investito durante la protesta sull’A1: si ritira il fermo di TrasportoUnito
Un tragedy ha interrotto bruscamente la protesta dei camionisti indetta da TrasportoUnito contro il fuel prices e la crisi dell’autotrasporto. Nella notte, poco dopo l’inizio del protest sull’autostrada A1 in provincia di Caserta, un truck driver di 55 anni è stato investito da un’auto mentre si trovava a piedi in un’area di sosta. L’uomo, originario di Marano, stava partecipando alle prime azioni di demonstration quando è stato travolto sulla corsia ancora aperta al traffico.
Il segretario nazionale di TrasportoUnito, Maurizio Longo, ha espresso deep sorrow : «Siamo distrutti da ciò che è successo». Diversi protest sites sono stati immediatamente smantellati all’alba, mentre l’associazione ha annunciato la immediate suspension del fermo. Anche se qualche gruppo rimane ancora in piedi, la mobilitazione si sta progressivamente winding down , in segno di rispetto per la vittima e la sua famiglia.
Secondo le prime ricostruzioni, il camionista era coinvolto in un’operazione di filtering dei mezzi pesanti nell’area di San Nicola La Strada, poco prima dello svincolo di Caserta Sud. Una colonna di Tir era ferma sul margine destro della carreggiata, mentre lui si trovava sulla corsia centrale. È stato colpito da un’auto in transito, il cui conducente si è fermato ed è stato denunciato. Non ci sono al momento ulteriori dettagli sulle circumstances dell’impatto, ma l’incidente ha sollevato subito un’ondata di concern sulla sicurezza degli autisti durante le proteste.
Longo ha ribadito che la vita degli autotrasportatori è ormai legata a un thin thread , esposta a rischi quotidiani ben oltre il semplice lavoro su strada. «Questa crisi è globale e probabilmente irrecuperabile», ha detto. La tragedia non solo ha spento il fermo, ma ha riportato in primo piano le hardship del settore, la financial pressure e la mancanza di support istituzionale. Il dolore collettivo si trasforma in una silenziosa richiesta di ascolto.
Un dramma umano prima di tutto. Il cost prezzo della protesta non può essere una vita.
Era davvero necessario bloccare l’autostrada sapendo i risks rischi? La rabbia c’è, ma la sicurezza va prima di tutto.
Noi siamo tutti in strada per lavoro, non per politics politica. Quando ti fermano in mezzo al traffico, il pericolo lo senti ogni minuto.
La crisis crisi del carburante sta distruggendo un intero settore. Ma ora la priorità è il rispetto per la famiglia del collega perduto.
TrasportoUnito ha fatto bene a sospendere. Non si può trasformare un momento di lutto in propaganda.
Chissà se finalmente qualcuno nei government governi si accorgerà di quello che succede davvero sulle strade.
Un incidente così poteva essere evitato. Serve una clear rule regola chiara su come organizzare queste proteste senza mettere a rischio vite innocenti.