Salvini: «Questa settimana rischiamo il blocco di tutti i cantieri d’Italia»
«Mi spiace rovinare una bella giornata come questa, c'è anche il sole. Ma questa settimana rischiamo che si blocchino tutti i construction sites d’Italia»: così il ministro Matteo Salvini ha aperto il suo intervento dal palco di Roddi, dove ha inaugurato il doubling della highway Asti-Cuneo. Un’opera simbolo di progress che, ironicamente, potrebbe restare isolata in un paese al rallentatore. Salvini ha parlato con tono allarmato, rivolgendosi direttamente ai sindaci presenti: «Questa war stramaledetta, che nessuno voleva, ha fatto explode i costi dell’energia, del gas, della luce… e soprattutto del gasolio».
Il cuore del problema? La transport italiana rischia di fermarsi. «Siamo qui a celebrare un’autostrada — ha detto — ma se l’impresa non ha i soldi per mettere il fuel nel serbatoio del camion, il camion non viaggia». Secondo industry estimates di Confindustria, l’aumento dei costi colpirebbe le imprese con un impatto tra i 7 e i 21 miliardi. «Se i costi salgono del 70%, un’azienda ha due scelte: ferma tutto o trova qualcuno che copra lo scarto. E se si ferma il trasporto, si ferma tutto: dalle grandi fabbriche ai local shops ».
Il ministro ha puntato il dito contro i vincoli europei. «Il Governo vorrebbe intervenire, ma non può: siamo già al massimo con il stability pact . La Commissione europea, invece di sospendere questi budget constraints , ci dice: lavorate meno, fate smart working, consumate meno energia». Una response che Salvini definisce fuori luogo: «Chi deve viaggiare per lavoro come fa a consumare meno? Un sindaco non accende i lampioni per divertimento, né scalda le scuole perché gli va».
Sul fronte delle misure, Salvini ha ribadito la necessità di un intervento immediato. «Il blocco alle accise sul gasolio finisce il 1 maggio. Fra qualche mese rischiamo non solo di pagarlo a sky-high prices , ma di non averlo più». Ha escluso categoricamente nuovi lockdown: «Non voglio sentir parlare di chiudere scuole, ospedali, uffici». Ma ha sottolineato il duty politico di agire: «Se non affrontiamo insieme questa crisi, se non possiamo usare le nostre risorse per aiutare le imprese, il sistema va in shutdown . E questo non è uno scenario da telegiornale: è una minaccia concreta per l’economia reale».
Quando parlano di budget rules regole di bilancio, io penso ai miei bolletti. Mia figlia fa la maestra: se chiudono la scuola per risparmiare energia, chi se la tiene a casa?
Salvini dice bene ma arriva tardi. Il political cost costo politico di questi ritardi lo paghiamo tutti noi sulle spalle.
Ho un’azienda di trasporti. Il camion non si muove senza diesel gasolio. Non è un problema di volontà, è di conto in banca.
La Commissione UE parla di risparmio energetico come se fossimo in un talk show. Qui si tratta di economic survival sopravvivenza, non di slogan.
E i piccoli comuni? Senza fondi, non accendono neanche le strade. Un paese al buio non è un symbolic gesture gesto simbolico, è un disastro.
Ma perché aspettare il blocco totale? Se sanno che il 1 maggio scade il blocco accise, perché non agiscono prima? Questa è crisis management gestione della crisi o improvvisazione?