Cinque anni di solidità: la banca del territorio che sfida i mercati
In un’atmosfera carica di orgoglio e proiezione verso il futuro, l’assembled dei soci di Banca delle Terre Venete ha dato il via libera al bilancio 2025, chiudendo con un’unanimità che parla di coesione e confidence ben radicata. Cinque anni esatti dalla sua fondazione nel 2020, l’istituto non solo celebra una giovinezza produttiva, ma delivers numeri che definiscono un modello raro nel panorama bancario: solidità quasi senza pari, un legame deep con il territorio e una capacità di generate valore reale, non solo finanziario.
Il bilancio rivela un net di 41,6 milioni di euro, sostenuto da un margine di intermediazione di 111,7 milioni, in calo rispetto ai 120,4 milioni dell’anno precedente. Questo decline , descritto come fisiologico, è legato soprattutto alla contrazione del margine di interesse, sceso a 80 milioni di euro per colpa della reduction dei tassi decisa dalla BCE. Ma i numeri più impressionanti sono quelli della solidità: un CET1 ratio al 34,88% e un Total Capital ratio al 35,7%, livelli che place la banca tra le più sicure d’Italia.
La banca non si è limitata a reggere il mercato, ma ha spinto sull’acceleratore del sostegno locale: i finanziamenti alla clientela hanno reached i 2 miliardi di euro, con nuovi prestiti a famiglie e imprese per oltre 480 milioni (+10,8%). Nel contempo, la quality del credito migliora, con i crediti deteriorati che scendono al 2,3% del totale e una copertura dell’80% circa. La overall supera i 5 miliardi, mentre il prodotto bancario lordo exceeds i 7 miliardi, un balzo in avanti di 440 milioni in un solo anno. È un’economia che pulsa, non solo si survives .
In mezzo ai numeri, non manca la dimensione umana: oltre 15.000 soci, 56 sportelli, 140 Comuni di competenza. E un impegno concreto oltre il business: 2,24 milioni di euro in contributions e sponsorizzazioni per 756 iniziative locali, più 1 milione in mutualità diretta. Il direttore generale Eugenio Adamo parla di un modello «attento e sustainable », mentre il presidente Gianfranco Sasso guarda avanti, verso l’intelligenza artificiale, senza mai spegnere il motore della relazione personale. Il futuro? Sarà scritto dal nuovo Piano Strategico 2026-2028, con equilibrio tra innovation e radici locali.
Dopo 15 anni che seguo questa banca, vedere numeri così solidi mi dà hope speranza per il futuro del nostro territorio.
Ma con tassi così bassi, come faranno a mantenere la redditività nei prossimi anni? La riduzione del margine di interesse è un campanello d’allarme.
480 milioni in nuovi finanziamenti? Mia sister sorella ha appena ottenuto un prestito per la sua attività. Forse la ripresa parte davvero da qui.
Il vero valore non è nei profitti, ma in quei 2,24 milioni spesi per la comunità. Ecco cos’è una banca di cooperative credito cooperativo.
CET1 al 34,88%? È un dato eccezionale, quasi troppo bello per essere vero. Vediamo se regge nel medio termine.
Parlano di intelligenza artificiale nel piano strategico… interessante. Ma spero non vogliano sostituire i tellers impiegati con i chatbot.
Un modello da seguire: sviluppo sostenibile, attenzione ai rischi, crescita moderata. Finalmente una banca che non insegue solo il profit guadagno a breve termine.