Gorizia, 'Fisio 360' apre nell’ex spazio Komauli, Cribari: «Unione di forze per la salute»
A Gorizia, il vecchio supermercato Komauli in via Don Bosco 169 è rinato come a modern centro di riabilitazione: the project si chiama Fisio 360 e rappresenta un cambio radicale per il territorio. Dopo aver trasformato un edificio vandalizzato in via Cascino, il team di professionisti ha fatto un ulteriore salto, inaugurando uno spazio di 300 metri quadri completamente rinnovato, dove convivono studi medici, a gym attrezzata e spogliatoi. La nuova sede non è solo più grande, ma punta a un approccio terapeutico a 360 gradi, con un’offerta che va oltre la fisioterapia tradizionale.
All’interno, il centro vanta tecnologie avanzate: augmented reality , pedane propriocettive, macchinari isoinerziali e addirittura visori per virtual reality . Quest’ultima è usata per distogliere il paziente dal dolore, immergendolo in compiti virtuali che stimolano il movimento senza focalizzarsi sulla sofferenza. «È scientifically proven che questo metodo riduce il dolore cronico», spiega Giulia Citroni, socia del centro. In tutta la regione, Fisio 360 è l’unico a possedere questa licenza software, un punto di pride per il team.
Oltre al supporto fisico, il centro integra figure come nutrizionista, psicologa e medici specialisti, creando un percorso holistic per pazienti di ogni età. Si punta anche sulla rieducazione del pavimento pelvico, con un progetto dedicato a gestanti e donne in perimenopausa. «Vogliamo accompagnare la persona dal primo giorno fino al recupero post-parto», chiarisce Citroni. L’obiettivo non è la velocità o il profitto, ma la qualità dell’assistenza, una scelta che i pazienti apprezzano.
La direttrice sanitaria Loredana Cribari, ex dipendente dell’ospedale di Gorizia, sottolinea come il settore pubblico spesso non riesca a soddisfare le patient needs . «Nel privato posso gestire meglio i tempi e le modalità d’interazione», dice. Nonostante l’attuale focus sul privato, il centro è aperto a future convenzioni con l’Azienda sanitaria, inclusa la tele-rehabilitation . Per ora, le visite non richiedono prescrizione medica, ma sono detraibili al 19% in dichiarazione dei redditi, come altre health expenses .
Finalmente un centro che pensa al paziente come persona, non solo al sintomo. Questo approccio holistic olistico è la vera innovazione.
La realtà virtuale per ridurre il dolore cronico? Incredibile. Sembra science fiction fantascienza, ma se funziona, ben venga.
Trecento metri quadri con tecnologia all’avanguardia… ma quanto costa una seduta? Il private care privato è sempre più accessibile o solo per pochi?
Grande attenzione alle donne in gravidanza e menopausa. Un tema troppo spesso trascurato. Finalmente qualcuno che offre un real support sostegno concreto.
Peccato che non ci sia ancora una convenzione con il pubblico. Così rischia di diventare un’exclusive service servizio esclusivo, non per tutti.
Ho lavorato in ospedale anche io. Quando i tempi stringono, la qualità dell’assistenza ne risente. Il privato ha i suoi vantaggi, ma serve equilibrio.
VR in fisioterapia? Interessante. Ma serve formazione specifica per i terapisti, non basta il gadget tecnologico.
Komauli era un pezzo di storia goriziana. Trasformarlo in un centro medico è un bel segno di renewal rinnovamento, rispettoso del passato.