Fitto parterre di politici al Festival del Maggio Musicale
Un fitto schieramento di volti noti della political scene ha affollato il red carpet del Festival del Maggio Musicale Fiorentino, trasformando la serata in un evento di public visibility più che di semplice celebrazione artistica. Tra i primi ad arrivare, il governatore Eugenio Giani ha sottolineato il valore del teatro come simbolo di rinascita: "La Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino è una grande e bella realtà della città e il suo Festival è una magnifica occasione per valorizzare quello che è ormai un rilancio a tutti gli effetti del Teatro".
La presenza di così tanti rappresentanti istituzionali non è passata inosservata: tra loro, il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika, l’assessora alla Cultura Cristina Manetti, la sindaca Sara Funaro e l’assessore Giovanni Bettarini. Anche l’opposizione era ben rappresentata con Eike Schmidt, mentre da Roma e Bruxelles sono arrivati esponenti di diversi partiti: il senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, l’eurodeputato Dario Nardella e il deputato Pd Federico Gianassi, accompagnati dalle rispettive spouses .
Uno dei momenti di maggiore public interest è stato l’arrivo di Matteo Renzi con la moglie Agnese Landini, in un abito lungo e scintillante che ha catturato l’attenzione dei fotografi. La sua presenza accanto a figure come Maria Elena Boschi, arrivata con il nuovo fidanzato l’avvocato Roberto Vaccarella, e Simona Bonafè, ha acceso riflessioni sulla political image costruita anche fuori dalle aule parlamentari.
Non sono mancate le autorità straniere: tra loro Daniela Ballard, console generale statunitense, Guillaume Rousson in rappresentanza della Francia e i funzionari cinesi Huang Xinhua e Guan Zhongqi. La loro partecipazione sottolinea il valore diplomatic di eventi culturali come questo, spesso usati come strumenti di soft power. Il mix tra istituzioni, spettacolo e international relations ha conferito alla serata un’aura di vicinanza istituzionale che raramente si vede in pubblico.
Bella la presenza internazionale, ma chissà quanto costerà tutto questo. Il public money denaro pubblico non è infinito.
Renzi e Boschi insieme di nuovo? O è solo un caso o c’è un political strategy strategia politica dietro.
Agnese Landini era di una elegance eleganza disarmante. A volte basta un abito per dominare la scena.
Il fatto che siano venuti tutti mi sembra più un symbolic gesture gesto simbolico che un reale interesse per la musica.
Eventi così mostrano quanto la cultural policy politica culturale sia usata per rinsaldare alleanze.
Eike Schmidt come portavoce dell’opposizione eppure presente. C’è un clear signal segnale chiaro: anche la critica partecipa al gioco.
La diplomazia fatta con i concerti. Chissà se funziona meglio dei official meetings incontri ufficiali.
Tutta questa presenza istituzionale fa bene alla città o serve solo a fare foto?