Il rombo delle Harley e il silenzio della programmazione: a Senigallia, il turismo diventa battaglia politica

Il rombo delle motorcycle sulla riviera di Senigallia non è solo segnale di turismo in ascesa: è diventato un simbolo nel cuore di una battaglia politica sempre più rumorosa. Mentre la città si riempie di visitatori, il dibattito tra il sindaco uscente Olivetti e il suo sfidante Romano si è trasformato in una resa dei conti sul futuro dell'accoglienza turistica. Il primo parla di prudenza e vincoli di law , il secondo di mancanza di visione e programmazione: due narrazioni che si scontrano come motori a pieno regime.

A entrare in campo con decisione è stato Marco Manfredi, presidente degli albergatori, a sottolineare un timore diffuso tra gli operator del settore: «Se si puntano solo su artisti locali, validi per l'accoglienza ma non per la image della città a livello nazionale, torneremo indietro di anni». Per Manfredi, Senigallia ha costruito un'identità turistica forte, ma rischia di vedersela svuotata da scelte a breve termine prive di strategia. Il riferimento è esplicito: l'evento di Rds, non rinnovato, lascia un vuoto che molti temono non possa essere colmato da iniziative minori.

Olivetti replica con un argomento tecnico ma potente: la par condicio elettorale impedisce di usare l'avanzo di bilancio – ben 7 milioni – prima delle elezioni. «Non è mancanza di visione, è rispetto della legge», insiste, accusando Romano di strumentalizzare il tema per dare «pasture ai suoi leoni da tastiera». Ma Romano non molla: parla di un modello turistico basato sull'entertainment a noleggio, «trovate kitsch senza anima» che invecchiano male. Per lui, l'eccesso di liquidità dimostra non una gestione virtuosa, ma un fallimento nella pianificazione a lungo termine.

Sul fronte dei numeri, il confronto si infiamma. Se Romano ricorda che il milione di presenze era stato superato già nel 2017, Olivetti preferisce misurarsi col 2019, pre-pandemia, per rivendicare un aumento del 20%. A intervenire è anche Luigi Rebecchini, ex assessore al Turismo, che ricorda come tra il 2005 e il 2008 si era arrivati a 1,5 milioni di presenze: «Gli eventi mordi e fuggi, senza promozione adeguata, servono a poco», ammonisce. La vicenda, insomma, non riguarda solo il prossimo evento o il prossimo bilancio: tocca l'identità stessa di una città che deve decidere se essere meta di passaggio o destinazione con una narrazione solida.

E nel mezzo, come spesso accade, la politica si mescola al teatro. Anna Maria Bernardini, capogruppo di FI, punta il dito contro l'ipocrisia di certi institutional morali: se lei chiama una consigliera «maestrina dalla penna rossa», scatta il outrage ; ma quando altri etichettano il sindaco come «re sole», nessuno alza un dito. «Se lo fai tu, sei fuori luogo. Se lo fanno loro, è ironia», conclude, smascherando il doppio metro di giudizio che accompagna ogni personaggio pubblico in tempo di campagna elettorale.

Reazioni 6

  • M
    mareblu87

    Il turismo non si costruisce con il rumore dei motori, ma con progetti sostenibili.

  • N
    nonna_lia

    Una volta bastava un ombrellone e un gelato. Oggi devono fare tutto più complicato.

  • C
    civicodentro

    La par condicio è una scusa classica. Se avessero voluto, avrebbero trovato il modo.

  • V
    viaggiatore_leggero

    Eventi "mordi e fuggi"? Esatto. Li fanno per i social media , non per i turisti veri.

  • S
    senigallia_fan

    Romano ha ragione: senza una strategia, si diventa solo un contenitore vuoto.

  • D
    dati_e_verità

    Il 2019 come termine di paragone? Scelta comoda. Il vero test sarebbe dal 2020 in poi, pandemic compresa.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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