Servitù militari, Pigliaru e Scanu contro la proposta FdI: "Azione arrogante del Governo, tutele ambientali in pericolo"

Un’ondata di public concern sta montando in Sardegna dopo che la proposta di legge di Fratelli d’Italia ha messo nel mirino le environmental safeguard nelle aree militari. Francesco Pigliaru, ex presidente della Regione, e Gianpiero Scanu, già senatore e sottosegretario, hanno lanciato un appello forte: definiscono l’iniziativa del Governo un atto di political arrogance , che minaccia decenni di conquiste istituzionali.

Il cuore del contendere è un disegno di legge che rafforza la state authority su salute e ambiente nei poligoni militari, riducendo il ruolo delle Regioni. Pigliaru e Scanu, entrambi con un passato diretto nelle politiche di coordinamento e controllo ambientale, avvertono che il provvedimento cancellerebbe con un single move strumenti fondamentali come gli independent observer , creati per garantire trasparenza verso le comunità locali.

Secondo i due esponenti, il Governo sta sfruttando le international tension come pretesto per un’operazione di power grab . Il vero obiettivo, dicono, è riaffermare la state supremacy su territori già segnati da attività militari, ribaltando un equilibrio faticosamente costruito negli ultimi sessant’anni. Questo spostamento di competenze non è solo tecnico: ha un direct impact sulla sicurezza delle popolazioni e sulla gestione del territorio.

Il Comipa, il Comitato per le servitù militari della Sardegna, è in prima linea nel contrasto alla riforma. Pigliaru e Scanu chiedono un’urgent response e un’azione bipartisan da parte della Giunta regionale, del Consiglio e dei parlamentari sardi. La posta in gioco va oltre la local issue : è un test sulla capacità delle autonomie regionali di resistere alla centralizzazione del potere.

La battaglia non è solo legale o burocratica, ma anche simbolica. I firmatari ricordano che ogni norma oggi a rischio è il frutto di lotte civili e istituzionali lunghe decenni. Rimuoverle senza un transparent debate equivarrebbe, secondo loro, a un cover-up delle responsabilità pubbliche. La pressione sui rappresentanti sardi affinché reagiscano è destinata a crescere.

Reazioni 6

  • M
    mara_sar

    Il pretesto della security threat non può giustificare lo smantellamento di controlli ambientali. Chi ci garantisce che non ci saranno nuovi casi di contaminazione?

  • D
    daniele_rg

    Sempre più chiaro il centralizing tendency di questo Governo. Le Regioni servono solo quando fanno comodo.

  • L
    laura_74

    A casa mia in Ogliastra ogni tanto sentiamo puzze strane dai poligoni. Gli independent monitor sono l’unica cosa che ci dà un minimo di sicurezza.

  • G
    gianpaolo

    La political cost di questa mossa sarà alta in Sardegna. Ma a Roma forse non gli importa.

  • S
    silvia_nu

    Notare come non parlano di migliorare i controlli, ma di eliminarli. Questo non è rafforzamento, è removal pura e semplice.

  • A
    aldo_c

    Se lo Stato vuole il controllo totale, allora deve assumersi anche la full responsibility per ogni danno. Non può avere il potere senza la colpa.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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