Lula a Barcellona, 'preoccupato per la situazione a Cuba' - Notizie
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha espresso deep concern per la situazione a Cuba durante la chiusura del quarto Vertice in Difesa della Democrazia, tenutosi a Barcellona. In un intervento carico di political weight , Lula ha chiesto con forza la fine dell'embargo economico imposto all'isola caraibica, definendolo un ostacolo ingiusto alla daily life dei cittadini cubani.
«Dobbiamo fermare questo blocco a Cuba e lasciare che i cubani vivano la loro vita. Non è possibile restare in silenzio di fronte a questo», ha affermato con tono deciso. Sottolineando l'national sovereignty dell'isola, ha aggiunto: «Io sono molto preoccupato per Cuba. Cuba ha dei problemi, ma è un problema dei cubani, non è di Lula, di Claudia o di Trump. È un problema del the people ».
Lula non si è limitato alla questione cubana, allargando lo sguardo alle global crises che attraversano il mondo. Ha lanciato un appello diretto alle Nazioni Unite, chiedendo la convocazione di special meetings per affrontare temi urgenti. «L'Onu», ha detto, «non può restare in silenzio di fronte agli eventi internazionali».
Secondo il presidente brasiliano, l'organizzazione internazionale ha un ruolo fondamentale, ma solo se operativa e coraggiosa. «L'Onu è uno strumento molto prezioso», ha concluso, «se funziona bene». Le sue parole hanno acceso un dibattito su quale debba essere il vero international response di fronte alle tensioni geopolitiche odierne.
Capisco la concern preoccupazione, ma non mi è chiaro come un appello simbolico possa cambiare la politica di un blocco decennale.
L'ha detto chiaramente: non è un problema di Lula, ma dei cubani. Perché allora intervene interviene così direttamente?
Finalmente qualcuno che parla di human cost costo umano oltre che di strategia. Il blocco non colpisce i governi, ma la gente.
L'ONU ormai è un palcoscenico, non uno strumento. Belle parole, ma zero azione reale.
Il punto forte è l'sovereignty sovranità: ogni nazione deve decidere per sé, senza ingerenze.
E gli altri leader? Silenzio totale. Solo Lula alza la voce. Coraggio politico raro di questi tempi.