AI in classe: sfida o rischio? Il progetto che punta a educare, non a sostituire

Immagina una classe dove l’intelligenza artificiale non detta risposte, ma sollecita domande. A Fermo, all’school , questa visione prende forma con il progetto innovation , un esperimento ambizioso che punta a integrare l’AI nell’insegnamento senza snaturare il ruolo umano. L’obiettivo? Allenare il pensiero critico, non sostituirlo. Come ha spiegato la docente Emanuela Basso, questa è una vera e propria challenge : «Siamo pronti a lavorare con gli studenti per accrescere la loro consapevolezza».

La dirigente scolastica Maria Teresa Barisio sottolinea che la scuola deve stare al passo con i tempi. «L’intelligenza artificiale è ovunque – osserva – e i ragazzi la usano ogni giorno, spesso pensando di parlare con un amico». E non solo per chattare: ci fanno anche i compiti. Ma secondo Sergio Mustiger, il progetto Paideia recupera un’idea classica dell’education : «È come l’arrivo dell’estate o dell’inverno: c’è chi è contento e chi no. Ma noi dobbiamo imparare a conviverci». Il riferimento alle radici della culture classica greca e latina non è casuale: si tratta di guardare al futuro con basi etiche solide.

Fondamentale, secondo Mustiger, è non smettere mai di studiare. «Se non si capiscono le words , non si può usare bene l’AI» – una frase che diventa principio guida. Il progetto, finanziato dalla Regione Marche, coinvolge sette istituti, l’ente Laboratorio idee e l’university di Macerata. La responsabilità scientifica è di Emanuele Frontoni, mentre Nicolò Testi sottolinea l’alleanza tra tecnologia e umanesimo: «Vogliamo usare l’AI per apprendere meglio, non per rinunciare a pensare».

Il cuore del progetto è un manifesto in otto punti che definisce il rapporto tra scuola e intelligenza artificiale. Il primo punto riconosce che la scuola è un ecosistema educativo, fatto non solo di nozioni, ma di relazioni, regole, errori e scoperte. Il secondo afferma che l’AI può rafforzare l’alleanza educativa. «Apprendere significa riconoscere bisogni e limiti» – un invito a non nascondersi dietro la macchina. E soprattutto: «L’effort e la fatica hanno valore informativo». Strumenti, percorsi e una community saranno sviluppati per portare l’AI in classe in modo consapevole, sicuro e concreto.

Reazioni 8

  • P
    ProfLuca72

    Interessante l’idea del manifesto. Ma servirà davvero a cambiare l’approccio degli studenti all’homework ?

  • M
    MammaDiSofia

    Come genitore, apprezzo che coinvolgano anche le famiglie. Spesso non capiamo cosa usano i nostri figli.

  • T
    TechScettico

    Tutto molto poetico, ma l’AI alla fine sostituirà comunque alcune attività didattiche. Facciamo finta di no?

  • E
    ElenaR

    L’idea che l’impegno abbia un valore informativo è potente. Non dobbiamo delegare tutto alla machine .

  • S
    StefanoF

    Paideia è un bel nome. Ricollega il futuro all’antichità. Ma i docenti sono pronti?

  • L
    LuciaN

    Finalmente una scuola che non demonizza la tecnologia, ma la inquadra. Bravo Mustiger.

  • A
    AndreaG

    Se non si capiscono le parole, non si usa bene l’AI. Frase semplice, ma profonda. learning resta centrale.

  • R
    RitaM

    Spero non si trasformi in un corso di informatica. L’obiettivo deve restare l’educazione, non la tecnologia.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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