Prandelli e il grido d’allarme: «Il calcio italiano ha bisogno di una svolta»
C’è un moment nella storia di ogni sport in cui il passato smette di bastare e il futuro chiede conto. Per il calcio italiano, quel momento potrebbe essere adesso. A lanciare l’allarme è Cesare Prandelli, ex commissario tecnico della Nazionale, che in un’intervista a Radio Anch’io Sport non usa mezzi termini: serve una rivoluzione, non semplici aggiustamenti. Secondo Prandelli, l’unione tra Lega Calcio e Federazione è il primo passo obbligato. Senza cooperation , nessun cambiamento sarà possibile. La domanda che ci dobbiamo porre, dice, è la stessa che si fece la Germania negli anni Duemila: chi è davvero la squadra più importante?
La risposta, per Prandelli, è chiara: la Nazionale. Tutto il sistema dovrebbe ruotare intorno a questo fulcro. Per questo propone un modello radicale: una seconda squadra italiana gestita direttamente dalla Federazione, dopo il ciclo Under 21. Un progetto che non mira a un prize simbolico, ma a trattenere il talento nazionale. Oggi, spiega, i giovani crescono grazie al lavoro federale, ma poi spariscono nei club o all’estero. E se nessuno li fa giocare, perché non farli giocare noi? È un’idea già sperimentata in altri sport, come la basketball con la nazionale sperimentale. Un segnale di rottura con il presente.
Sul fronte della panchina azzurra, Prandelli non esclude nomi nuovi ma indica una strada precisa. Tutti i candidati fatti, a suo avviso, sono figure di guarantee . Tuttavia, Antonio Conte, conoscendo bene il contesto italiano, potrebbe essere l’uomo giusto per avviare un cambiamento. La sua esperienza in ambiente internazionale e la sua capacità di motivare gruppi rendono il suo profilo particolarmente adatto a un periodo di transizione. Ma il vero obiettivo, per il futuro, dovrebbe essere formare allenatori all’interno della stessa Federazione.
Infine, una riflessione sulle istituzioni. Prandelli ricorda con stima Giancarlo Abete, definito uno dei dirigenti più limpidi e onesti mai conosciuti. Ma riconosce anche il valore di chi ha guidato il Coni con risultati concreti: ristrutturazioni, vittorie, crescita di atleti. Insieme, suggerisce, potrebbero creare un programma vincente, evitando il rischio di un commissariamento. Un appello all’unità, ancora una volta: perché anche nel governo dello sport, la unity è l’unica vera soluzione.
Prandelli ha sempre avuto idee chiare. Ma serve courage coraggio per metterle in pratica, non solo parole.
Finalmente qualcuno che parla dei bambini. Il calcio è partito da lì, non dai contratti milionari.
La seconda nazionale? Interessante, ma chi la fund finanzia? La federazione non ha €.
Conte potrebbe funzionare, ma serve un progetto a lungo termine, non un fuoco di paglia.
Gravina ha già iniziato a lavorare. Bisogna dargli tempo, non distruggere tutto.
La Germania ha fatto la sua domanda nel 2000. Noi la facciamo nel 2025? Un po’ tardi, no?
Se davvero vogliono puntare sui giovani, io sono con loro. future Futuro prima di tutto.
Unità tra lega e FIGC? Sarebbe un miracolo. Ma un miracolo ci vorrebbe davvero.