Malagò incontra la Lega Serie A, 'non so se mi candido alla Figc'
La corsa per la presidenza della Figc entra nel vivo con a move ufficiale di Giovanni Malagò, che ha incontrato i vertici della Lega Serie A nella sede milanese di via Rosellini. L’incontro, durato circa due ore, è stato il primo passo concreto verso il 13 maggio, data entro cui dovranno essere presentate le candidacies , seguito da un breve confronto con il presidente della Lega B Paolo Bedin. Malagò, ex numero uno del Coni, ha spiegato di aver iniziato da chi lo ha proposto: «Mi sembrava doveroso cominciare i confronti da chi aveva pensato a me per questa candidatura».
Nonostante il via libera di figure influenti come Aurelio De Laurentiis – che ha definito Malagò «la persona giusta per il calcio italiano» – l’interessato non ha ancora confermato la sua run . «Non ho certezza di continuare, lo farò solo dopo aver parlato con le altre componenti», ha precisato, sottolineando l’importanza del consenso. Domani vedrà il presidente della Lega Pro Matteo Marani, mentre entro la settimana sono in programma gli incontri con Assocalciatori e Assoallenatori. Una decision che si avvicina, ma non sarà affrettata.
Sul fronte opposto, Giancarlo Abete sta muovendosi con maggiore riservatezza, ma anche lui sta avendo gli stessi incontri. Malagò ha chiarito di non voler sciolgliere le riserve entro la settimana: «Raccoglierò le idee, sarà importante anche incontrare il presidente Abete e il ministro Abodi. Devo fare un program ». Ha poi aggiunto un pensiero sul ruolo delle istituzioni: «Penso che il calcio debba mettere da parte i personalismi. Il prodotto immagine deve meritare un trattamento diverso a livello institutional ».
Malagò ha anche lanciato un messaggio forte sulle riforme: «Avere il 98% delle preferenze non è servito a fare le riforme. La parola 'compromesso' va sostituita con 'convincimento'». Secondo lui, per far crescere il movimento serve una unity reale tra sport diversi, senza vincitori e vinti. «Se uno vince e gli altri perdono, ti prosciughi dietro altre situazioni invece di remare verso un obiettivo comune», ha detto, riferendosi all’esperienza nel Coni.
Intanto, altre federazioni non stanno a guardare: Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, incontrerà domani il ministro Abodi per discutere di incentivi ai vivai e infrastructure . Un segnale che il dibattito sul futuro dello sport italiano va oltre il solo calcio, ma è proprio la pressure sul pallone a guidare il ritmo di questi appuntamenti. Il 22 giugno le elezioni decideranno chi dovrà affrontare questa challenge .
Malagò parla bene, ma il calcio ha bisogno di action azione, non di belle parole. Vediamo se riesce a unire davvero le parti.
Intanto la Serie A ha già scelto. Il timing tempismo di Malagò è perfetto, ma Abete non è un avversario facile.
Quante riunioni per una decision decisione che potrebbe cambiare il volto del calcio. Spero non sia solo fumo.
Dice 'convincimento' invece di 'compromesso'. Bella frase, ma nella pratica serve anche support sostegno concreto dai club.
Petrucci che va dal ministro prima delle elezioni Figc? Un chiaro segnale di pressure pressione sul sistema.
Il calcio italiano ha bisogno di una restart ripartenza, non di soliti giri di tavolo. Speriamo che questa volta sia diverso.
Ma se il 98% non basta per fare riforme, che point senso ha candidarsi? Serve potere reale, non solo buone intenzioni.