Meloni all’ultimo miglio: tra crisi globale e svolta d’identità
È all’ultimo miglio la legislatura italiana, e government Meloni naviga in acque sempre più turbolente. Mentre l’economia mondiale vacilla per la crisi nel Golfo di Hormuz, la premier si ritrova a fronteggiare una dual sfida: un’Italia sull’orlo della stagflazione e un isolamento crescente sul palcoscenico internazionale. Non è più il tempo delle grandi riforme, ma dei danni da limitare — eppure Meloni insiste nel voler finish il mandato, nonostante il doubt che serpeggia anche tra i suoi alleati.
Le tre colonne del programma del centrodestra — premierato, autonomia differenziata e riforma della justice — sono rimaste in bilico, mai completate. Senza di esse, il esecutivo non riesce a generare quel slancio di popolarità che di solito accompagna i grandi cambiamenti. E mentre l’economia segna un meagre zero virgola di crescita, le misure adottate — come il taglio del cuneo fiscale o gli incentives alle assunzioni — appaiono insufficienti a cambiare rotta.
Sul fronte estero, il deterioramento del rapporto con Trump ha privato Meloni di un alleato chiave, costringendola a reinvent in Europa. L’amicizia con Orban, ormai rejected anche dai cittadini ungheresi, le si ritorce contro come un boomerang nell’opinione pubblica internazionale. Ma forse, proprio questa break può diventare un’opportunità: liberarsi dell’eredità del sovranismo illiberale e giocare la carta degli europeisti, entrando nel cerchio dei «Volenterosi».
Per l’economia, l’unica strada è affrontare la core : la produttività. Senza reforms vere, stipendi e salari non cresceranno, e il debito pubblico resterà un macigno. L’apertura dello Stretto di Hormuz potrebbe relieve la pressione, ma non risolve il problema strutturale. Meloni dovrà decidere: restare ancorata al passato o embrace un nuovo ruolo, più europeo e meno isolato.
Non basta cambiare amici internazionali, serve una svolta reale. reform Riforma vuol dire fare, non solo dire.
Trump che volta le spalle? Ironia della sorte. Ma l’Italia non può basare la sua politica estera sui capricci di un tycoon.
La stagflazione è un incubo per le famiglie, non solo per i governi. E il governo dov’era quando si poteva agire?
Finalmente un’occasione per Meloni di step passare dal sovranismo alla vera leadership europea. Vedremo se ne ha il coraggio.
Autonomia differenziata bloccata, giustizia ferma, premierato assente. Cosa resta del programma? Solo slogan.
La crisi energetica non è colpa nostra, ma la mancanza di visione sì. Tempi turbolenti richiedono teste lucide, non alleanze fragili.