La Msc Euribia attraversa finalmente Hormuz. Ma l’Iran richiude lo Stretto: chi può passare e chi no
La new plan intorno allo Stretto di Hormuz ha assunto contorni concreti oggi, quando la nave da crociera Msc Euribia è riuscita a superare la penisola di Musandam, lasciandosi alle spalle il Golfo Persico. Alle 13.30 del 18 aprile, il tracciamento di VesselFinder confermava il passaggio in acque sicure: un momento simbolico dopo settimane di pressure e stallo. La Euribia, ormeggiata forzatamente a Dubai dalla fine di febbraio, era bloccata a causa del conflitto in Iran. Ora prosegue con un convoglio che include la Celestyal Journey e le tedesche Mein Schiff 4 e 5, mentre Msc annuncia già le prossime partenze dai porti di Kiel e Copenaghen.
Ma l’quick change di scenario non è durato a lungo. Pochi minuti dopo il transito turistico, l’Iran ha annunciato il richiudimento dello Stretto, ribadendo che il passaggio sarà consentito solo alle navi autorizzate e previo payment di un pedaggio. La UK Maritime Trade Operations riferisce che una petroliera è stata respinta con colpi d’arma da fuoco intimidatori, mentre Axios parla di tre attacchi delle Guardie Rivoluzionarie a navi civili solo questa mattina. Il political decision è una risposta diretta al mantenimento del blocco navale americano sui porti iraniani.
Nonostante l’short opening , dodici petroliere — tra cui tre soggette a sanzioni — sono riuscite a transitare tra venerdì e sabato a sud dell’isola di Larak. Secondo Reuters, si tratta per lo più di navi vecchie, non di proprietà occidentale, già in contatto con i Pasdaran. Intanto, cinque navi cariche di gnl provenienti da Ras Laffan, in Qatar, si stanno avvicinando allo Stretto: se riuscissero a passare, sarebbero le prime dallo scoppio del conflitto. Il risk di un nuovo blocco totale resta alto, con impatti diretti sui mercati globali dell’energia.
Nel frattempo, si sta concretizzando l’iniziativa dei cosiddetti ‘Volenterosi’ di Hormuz, un’international effort volta a garantire la libera navigazione dopo la fine delle ostilità. A Parigi, la premier Giorgia Meloni ha offerto l’impiego dei cacciamine italiani, ma l’operazione richiede il via libera del Parlamento. L’incontro, ospitato da Emmanuel Macron, ha visto la presenza fisica degli E4 — Keir Starmer, Meloni, Friedrich Merz — e delegazioni da Grecia, Svezia, Lituania, Portogallo e India, che ha aderito dopo iniziali tentennamenti. La Cina partecipa in qualità di osservatore.
Tra i partecipanti anche il premier ucraino Zelensky in videoconferenza, insieme a Ursula von der Leyen per l’Unione europea e Arsenio Antonio Domínguez Velasco dell’Organizzazione Marittima Internazionale. Presenti anche rappresentanti di Giappone, Singapore, Thailandia e Paesi del Golfo come Arabia Saudita, Qatar, Giordania e Kuwait. Gli Stati Uniti sono stati esclusi dall’invito: Macron ha insistito affinché ogni futura missione resti separata dalle warring parties , in un chiaro tentativo di neutralità operativa. Il global impact del nodo di Hormuz non è mai stato così evidente.
Finalmente una mossa concreta. Ma perché le crociere possono passare e non le navi cariche di essential goods beni essenziali?
La double standard doppia morale è evidente: l’Iran lascia passare i turisti ricchi ma ferma i mercantili. È pura strategia di potere.
Il fatto che la Cina sia solo un osservatore mi preoccupa. Vuol dire che non si fida del international response risultato internazionale.
Macron ha ragione a escludere gli USA, ma senza di loro chi garantisce la real protection protezione reale sul campo?
I passeggeri della Euribia sono salvi, ma l’human cost costo umano del blocco per gli equipaggi bloccati negli Emirati è enorme.
Dodici petroliere in due giorni? Sono quelle che avevano già pagato il pedaggio in anticipo. Tutto come prima, insomma.