Melanoma, la prevenzione inizia anche dalla genetica

La prevention del melanoma non riguarda più soltanto l’esposizione ai raggi ultravioletti. Oggi la comunità scientifica sottolinea con forza come una quota significativa dei tumori cutanei sia legata anche a genetic e familiari. In Italia, ogni anno oltre 2.600 diagnosi possono essere riconducibili a forme eredo-familiari, cioè associate a varianti patogenetiche germinali trasmesse dai genitori ai figli. Questo significa che la storia familiare diventa un elemento cruciale nella valutazione del individual risk : circa un paziente su dieci ha infatti almeno un parente di primo grado colpito dallo stesso tumore della pelle.

Per questi soggetti, la regular check-up assume un valore strategico. L’osservazione attenta dei nei e l’adozione costante di comportamenti protettivi rappresentano strumenti fondamentali per intercettare precocemente trasformazioni sospette. L’arrivo della primavera è un momento delicato: il sole delle prime giornate calde viene spesso sottovalutato, ma può risultare insidioso quanto quello estivo. È fondamentale non abbassare la protection , anche quando il caldo è ancora leggero.

“In caso sospetto di sindrome ereditaria o in pazienti con melanoma multiplo insorto in giovane età, si consiglia una consulenza genetica e test specifici”, afferma la prof.ssa Daniela Massi, Presidente di IMI. “Possiamo confermare l’ereditarietà in una percentuale che raggiunge il 30%. Per questo promuoviamo una teleconsultation su scala nazionale, per garantire accesso equo al servizio. La sorveglianza deve essere personalizzata e, per alcuni, estesa ad altri organi: screening per tumori del pancreas, reni o pleura sono parte integrante del percorso”.

I numeri in Italia sono significativi: circa 221mila persone convivono con una diagnosi pregressa di melanoma. Nonostante l’incidenza cresca, la mortalità è stabile — segno che la diagnosi precoce e le nuove terapie stanno cambiando la malattia. La five-year survival è all’88% negli uomini e al 91% nelle donne. L’immunoterapia ha aperto una nuova era, con farmaci che potenziano la risposta del sistema immunitario e targeted molecules contro il tumore.

Anche la ricerca clinica avanza: studi osservazionali analizzano l’efficacia della terapia neo-adiuvante, mentre altri esaminano l’impatto dei trattamenti sulla fertilità delle giovani pazienti. “L’oncologia di precisione sta trasformando la cura”, conclude la prof.ssa Massi. “La diagnosi al vetrino, oggi anche digitale, guida le decisioni del multidisciplinary team . Ogni caso richiede un percorso personalizzato, dalla prevenzione alla terapia”.

Reazioni 6

  • M
    maria_l

    Mio padre ha avuto il melanoma a 52 anni. Da allora faccio controlli ogni sei mesi. Non sapevo però che potesse essere legato a genetica. Forse dovrei chiedere una genetic test .

  • D
    daniele_r

    La sunscreen va messa tutto l’anno? Anche d’inverno? Nessuno me l’ha mai detto, ma forse è questa la vera prevenzione.

  • G
    giulia_nc

    Sembra che la ricerca stia andando nella direzione giusta, ma perché la teleconsulenza non è ancora attiva in tutte le regioni? La access resta un problema reale.

  • R
    roberto74

    Un amico ha interrotto l’immunoterapia dopo due anni per effetti collaterali. Ora leggo che forse non serviva continuare. La treatment duration va davvero personalizzata.

  • C
    claudia_s

    È incredibile che il melanoma possa essere legato anche al pancreas o ai reni. Non si pensa mai a una connessione del genere. La early detection salva davvero.

  • F
    fabiop

    Perché si continua a parlare di lampade abbronzanti? Sono pericolose e basta. Il messaggio dovrebbe essere chiaro: no warning è sufficiente.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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