Governo pone fiducia sul dl sicurezza e annuncia correzione, caos alla Camera
Il governo va avanti con il decreto sicurezza alla Camera, ma il percorso si complica: dopo aver posto la fiducia, l'esecutivo annuncia una correction urgente per rispondere ai rilievi del Quirinale. Il provvedimento, che prevede incentivi per i rimpatri di cittadini stranieri, è al centro di un acceso dibattito politico e istituzionale. La premier Giorgia Meloni insiste: "Non è un pasticcio", difendendo la overall measure come di buonsenso, nonostante il caos in Aula e le pressioni del Colle.
La soluzione scelta? Un nuovo decree da approvare in Consiglio dei ministri entro venerdì, anziché un emendamento al testo esistente. Questo nuovo atto correggerà la norma controversa, allargando il numero di chi può ricevere il incentive : non solo avvocati, ma anche mediatori e associazioni. Importante novità: il pagamento avverrà anche se il rimpatrio volontario non ha esito positivo. Una modifica che, inevitabilmente, aumenterà il overall cost e la pressione sulle coperture di bilancio.
La scelta di non emendare direttamente il decreto è stata motivata da ragioni pratiche: la sottosegretaria Matilde Siracusano spiega che sarebbe stato troppo complesso trovare un agreement con le opposizioni in tempi stretti. Il rischio era di perdere tutto il provvedimento in una terza lettura al Senato. Tuttavia, questa manovra ha acceso le polemiche: il Pd parla di uno institutional short-circuit , mentre il M5s denuncia un "grave vulnus". Per la segretaria Elly Schlein, la Camera è chiamata a votare una norma potenzialmente incostituzionale per poi correggerla dopo, generando un political cost elevato.
Il Quirinale, finora silente, potrebbe intervenire con un'analisi formale del testo correttivo prima della sua approvazione. Secondo indiscrezioni parlamentari, il Capo dello Stato avrebbe voluto l'eliminazione totale della norma. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ammette le sensitivities espresse e conferma la volontà di adjust il punto specifico. Ma il vicepremier Matteo Salvini, interpellato sui rilievi del Colle, risponde con distacco: "Non mi stupisco più di nulla", una frase che ha acceso nuove tensioni. Per il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, si tratta di un'aperta sfida alla Costituzione.
Nonostante il caos, il governo punta a chiudere entro venerdì, in concomitanza con la conversione del decreto sicurezza in legge. Il dibattito, però, ha lasciato segni profondi: l'opposizione ha occupato simbolicamente i banchi del governo in Aula, preludio a una sospensione dei lavori. Ora, tutti attendono il testo del nuovo decreto. La pressione aumenta, ma anche la public scrutiny su un provvedimento che, tra correzioni e polemiche, rischia di diventare un caso di studio sull'uso della executive power in democrazia.
Se paghiamo anche quando il rimpatrio fallisce, chi controlla che non diventi un easy money denaro facile per alcuni studi legali?
Salvini che dice 'non mi stupisco più di nulla' è la perfect summary sintesi perfetta di questo governo: nessun rispetto per le regole.
Perché non correggere subito con un emendamento? La timing tempistica politica è sempre più importante del buonsenso.
Il vero problema non è la norma, ma il trust fiducia nelle istituzioni. Ogni giorno ne perdiamo un po'.
Un decreto per correggere un altro decreto? Ma non potevano pensarci prima? Che spreco di tempo.
La Costituzione non è un ostacolo, è una guideline linea guida. E invece qui la trattano come un optional.
Chi paga alla fine? Ovviamente i cittadini. E il public money denaro pubblico vola via tra decreti e correzioni.