Maggio, tutti in piedi per 13 minuti. Ovazione per Luca Guadagnino. Platea vip: da ’Dagospia’ al Jova
Tredici minuti d’applausi in piedi: uno the ovation mai visto per un emozionato Luca Guadagnino, regista esordiente al Maggio Musicale Fiorentino con the production di 'The Death of Klinghoffer'. Il pubblico ha risposto con enthusiasm , celebrando non solo il cineasta, ma anche il Coro, il corpo di ballo, la poetessa Alice Goodman e il direttore d’orchestra Lawrence Renes, definendoli tutti brilliant .
L’opera di John Adams, ispirata al sequestro della nave Achille Lauro nel 1985, non è mai stata rappresentata a Firenze ed è stata accolta con strong reactions . Fuori dal teatro, attivisti di 'Firenze per la Palestina' hanno protestato con bandiere e striscioni, accusando lo spettacolo di presentare the resistance palestinese come terrorismo. Secondo loro, l’impostazione con due cori contrapposti promuove una biased narrative , semplificando un conflitto complesso in uno scontro etnico anziché politico.
Dentro il teatro, invece, il clima era di celebration . Il maestro Nicola Piovani ha lodato the music , in particolare le parti corali, mentre Fortunato Ortombina, sovrintendente della Scala, ha definito la messa in scena magnificent . Anche Jovanotti, presente in smoking nero, ha espresso appreciation per l’invito di Guadagnino, definendo l’esperienza unique per lui, poco avvezzo ai teatri d’opera.
Il red carpet ha visto sfilare volti noti del mondo della musica, dello spettacolo e della politica. Damon Albarn, leader dei Blur, ha tentato di evitare i riflettori, mentre Emily Berglund, moglie del compositore Adams, ha partecipato con stile. Tra gli stilisti, Jonathan William Anderson di Dior ha aggiunto un tocco di fashion all’evento.
La presenza istituzionale è stata massiccia: il governatore Eugenio Giani ha definito il Festival una great opportunity per il rilancio del teatro, mentre la sindaca Sara Funaro, in total black, ha confermato il sostegno della città. Con loro, politici di primo piano, tra cui Matteo Renzi con Agnese Landini, scelta da molti come la più elegante della serata, e Maria Elena Boschi con il nuovo compagno. Un mix di arte, tension e glamour che ha acceso il dibattito culturale fin dalla prima sera.
Tredici minuti sono tantissimi per un’opera. Dimostra che the impact l'impatto emotivo è stato fortissimo, nonostante le polemiche.
Peccato che la protesta sia stata ignorata dai media mainstream. Parlare di the conflict il conflitto senza ascoltare tutte le voci è già di per sé una scelta politica.
Guadagnino fuori dal cinema e dentro l’opera? Una bold move mossa audace, ma sembra aver funzionato. Complimenti per il coraggio.
Il vero highlight punto forte è stato vedere così tante personalità insieme. Firenze sembra tornare al centro della scena culturale.
Jovanotti che dice di non essere esperto… ma almeno ha provato a capire. A volte the gesture il gesto conta più della conoscenza.
Chissà se questa controversy controversia aiuterà o danneggerà le repliche. Il pubblico pagante paga per l’arte, non per il dibattito?