La carica di LMDV: maxi-prestito da 11 miliardi per guidare da solo
Un numero da brivido domina la scena finanziaria italiana: 11 miliardi di euro. Secondo quanto riporta Milano Finanza, questa sarebbe l’entità del maxi-prestito in preparazione per reshape gli equilibri attorno a Delfin, la holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio. Non si tratta di un semplice trasferimento patrimoniale, ma di un’operazione che potrebbe spostare the balance non solo nella dinastia imprenditoriale, ma anche in una galassia di aziende quotate come EssilorLuxottica, Generali e Unicredit.
Delfin, che controlla il 32% di EssilorLuxottica e detiene partecipazioni rilevanti in diversi colossi finanziari, ha un valore di mercato stimato in 47,7 miliardi. È il financial hub del patrimonio Del Vecchio. Il prestito sarebbe garantito da un consorzio di primaria importanza: Unicredit, Crédit Agricole e Bnp Paribas. I loro comitati credito starebbero lavorando per chiudere l’affare, segnale di un’operazione solida e serious .
Al centro dell’operazione c’è Lmdv Capital, il family office di Leonardo Maria Del Vecchio. I 10 miliardi servirebbero a rilevare le quote dei fratelli Paola e Luca, ciascuno con il 12,5% di Delfin, valutate a 5 miliardi l’una. Il prezzo sarebbe stato calcolato sulla media del net asset value degli ultimi sei mesi, con uno discount applicato. Non è una semplice compravendita: è un passaggio governato da regole interne alla holding, dove il price è anche un segnale di potere.
L’ulteriore miliardo avrebbe una funzione di financial engineering : rinegoziare due linee di credito esistenti, una con Indosuez e una con Unicredit. L’obiettivo è streamline il perimetro del debito, evitando richieste aggiuntive di garanzie su Delfin stessa — un punto critico, perché coinvolgere la holding nel rischio indebolirebbe la sua independence .
L’operazione, guidata dal ceo di Lmdv Capital Marco Talarico, punta a una chiusura entro 60 giorni. Dopo i termsheet, si passerà alla firma dei contratti e al trasferimento del 25% di Delfin a Lmdv Fin, la nuova società destinata a raccogliere il controllo. Leonardo Maria Del Vecchio, già possessore di un 12,5% personale, would gain così una posizione dominante. Un colpo di scena silenzioso, ma high-impact per il mercato.
11 miliardi sono una cifra enorme, ma il vero punto è: chi garantisce che non sia un rischio per il sistema bancario?
Interessante come il governance delle holding familiari diventi sempre più complessa. Sempre meno trasparenza per gli azionisti minori.
Un prestito così grande per comprare quote già in famiglia? Mi sembra più un power move gioco di potere che una vera operazione di mercato.
Notate che Unicredit e Bnp sono dentro. Questo non è un prestito, è un strategic backing sostegno strategico a un erede. Il mercato lo capirà presto.
E se il valore del nav scende? Chi ci rimette? I lenders finanziatori o i piccoli azionisti di EssilorLuxottica?
Il fatto che non si chiedano garanzie a Delfin è positivo. Mantiene la financial stability stabilità finanziaria della holding. Bravo il ceo Talarico.
La vera domanda: cosa farà con tutto questo potere? Un controlling stake pacchetto di controllo del 37,5% non è solo un numero, è un destino.