Insieme contro Netanyahu: l’alleanza che potrebbe cambiare Israele

In un paese dove le alleanze political si formano e si sfaldano come sabbia nel vento, l’annuncio di una nuova coalizione tra due ex primi ministri ha colto tutti di sorpresa. Naftali Bennett e Yair Lapid, figure agli opposti dello spettro solo pochi anni fa, hanno svelato un’unica lista elettorale chiamata Yachad – together – con l’obiettivo dichiarato di sfidare Benjamin Netanyahu. Per molti israeliani delusi dal governo attuale, questo passo è visto come un segnale di unity dopo anni di frammentazione, ma anche come un calcolo freddo di power in un sistema dove sopravvivere vuol dire allearsi con chiunque.

Durante la conferenza stampa del 26 aprile, i due ex avversari si sono scambiati praise misurati, evitando accuratamente i temi più divisivi come la guerra in Libano, l’Iran e il futuro dei territori palestinesi. Lapid ha descritto Bennett come «un uomo di destra, ma un uomo della destra liberale, perbene e rispettoso della legge», mentre Bennett ha promesso di creare una commission d’inchiesta indipendente sull’attacco di Hamas del 2023 – un punto su cui Netanyahu ha sempre refused di cedere. È un messaggio chiaro: la competenza e la responsabilità devono tornare al centro.

La storia tra i due non è nuova: nel 2021 avevano già unito forze in una fragile eterogenea, inclusa la storica entrata del partito arabo-israeliano Ra’am guidato da Mansour Abbas. Quel governo, nato per rovesciare Netanyahu, durò meno di un anno e non approvò alcuna riforma significativa. Oggi, però, i sondaggi danno speranza: il partito di Bennett ha guadagnato support dopo l’inizio della guerra, mentre quello di Lapid ne otterrebbe sette. Insieme, potrebbero superare il Likud di Netanyahu, fermo a 25 seggi previsti.

Netanyahu non è rimasto in silenzio. Ha risposto con un video sui social in cui compaiono lui e i due ex avversari insieme ad Abbas, accompagnato da una musica inquietante e dalla frase: «L’hanno fatto una volta. Lo faranno di nuovo». È un attacco mirato a evocare paura, ma anche un’ammissione che la minaccia è reale. L’opposizione, da sempre weak e disunita, potrebbe finalmente avere un volto. Ma la domanda che molti si pongono è: questa alliance reggerà fino alle urne, o crollerà sotto il peso delle sue stesse contraddizioni?

Il paese è stanco: stanco di protests contro la riforma giudiziaria, stanco del processo per corruzione che coinvolge il primo ministro, stanco di una leadership che sembra negare ogni responsabilità. Bennett e Lapid offrono un’alternativa, ma non una visione. Evitare i temi più controversi può essere tattica, ma rischia di trasformare la loro campagna in un referendum su Netanyahu piuttosto che in un programma per il futuro. Per ora, però, anche un semplice change sembra un miracolo.

Reazioni 8

  • C
    cittadino72

    Un’alleanza del genere potrebbe funzionare? La storia del 2021 non è proprio un buon precedente.

  • S
    sara_in_linea

    Finalmente qualcuno che parla di commissione d’inchiesta. È ora di chiarezza.

  • D
    daniele_k

    Netanyahu ha ragione a ricordare Abbas. Quella mossa costò cara. Ma ora la gente vuole un change , non solo paura.

  • N
    noam88

    Yachad suona bene, ma i numeri non mentono. Senza un programma chiaro, restano solo slogan empty .

  • E
    eliav_c

    Lapid e Bennett insieme? Chi l’avrebbe detto. Forse è l’unica via per battere Netanyahu.

  • M
    michal_91

    Se non affrontano Gaza e i coloni, non stanno offrendo una vera alternativa. Solo un altro compromesso.

  • Y
    yotamz

    La musica nel video di Netanyahu era davvero creepy . Pura manipolazione emotiva.

  • G
    galilei

    Due ex primi ministri che si alleano: non è unità, è sopravvivenza politica.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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