Il peso della bellezza: Ceruti alla guida di Ratti tra crisi e rilancio
leader in casa Ratti: appointment di Rossella Ceruti a amministratore delegato apre un capitolo decisivo per l’azienda di Guanzate. Con oltre venticinque anni nel settore luxury e un curriculum che incrocia brand del calibro di Pomellato, Dsquared2 e Dolce & Gabbana, Ceruti non è soltanto un volto noto del fashion system, ma una manager capace di coniugare creatività e rigore industriale. La sua career racconta una storia di scalata silenziosa ma costante, fatta di ruoli chiave in contesti ad alta intensità produttiva e internazionale.
La transizione non avviene in un momento semplice. Il bilancio 2025 appena approvato evidenzia un calo dei ricavi consolidati a 77,2 milioni di euro (-9,7%), un segnale diretto della contrazione globale del lusso. Ma i numeri, pur non brillanti, raccontano anche una diversificazione strategica: Ratti Studio segna +13,7%, l’furnishings +14,6%, e sul mercato italiano il balzo è del 20%. Sono signals di vitalità in un tessuto industriale che resiste alla tempesta. L’Ebitda negativo a -1,0 milione riflette scelte coraggiose, tra cui oneri non ricorrenti per 1,6 milioni legati a un accordo di ristrutturazione, una mossa che punta al rilancio più che al breve termine.
Nel suo primo intervento, Ceruti parla di «senso di responsabilità» e dell’obiettivo di creare valore nel lungo periodo. Un messaggio diretto: non si tratta solo di stabilize , ma di guidare un’industrial profonda. Il riferimento alla sostenibilità, all’innovazione e al patrimonio unico di competenze è ben più di un rituale aziendale: è una visione che Ceruti sembra voler rendere operativa. E con Davide Favrin che sottolinea l’importanza della sua international , emerge un disegno chiaro: Ratti punta a restare rilevante in un mercato in trasformazione.
Il passaggio di testimone da Sergio Tamborini, che resta nel Cda, non cancella il passato ma lo builds su di esso. Il patrimonio netto di 49,6 milioni e una posizione finanziaria netta migliorata a -9,4 milioni offrono una base solida per il rilancio. Ora spetta a Ceruti tradurre strategia in azione, innovazione in prodotto, e trust in risultati. In un settore dove la bellezza ha un prezzo industriale, la nuova a.d. porta con sé una balance tra emozione e efficienza — e forse, proprio per questo, potrebbe essere la persona giusta nel momento più difficile.
Grande passo avanti per una donna nel executive top management del lusso italiano. Speriamo porti nuove idee concrete.
I ricavi sono in calo, ma almeno il patrimonio netto regge. Sarà sufficiente per evitare nuovi tagli?
Ratti è un simbolo del tessile lombardo. Se ce la fa, ce la fa un intero district distretto.
Tante belle parole sulla sostenibilità, ma i numeri dell’Ebitda dicono altro. Vediamo i fatti, non i statements comunicati.
Se ha fatto il salto in Valenza Setting Lab, può farcela anche qui. Competenza non le manca.
Un’eredità pesante, ma con classe e visione si può ricostruire. Forza Ceruti!
Ha lavorato anche in Ballantyne Cashmere? Allora sa davvero cosa significa quality qualità tessile.