Addio a Paolo Nizzola, morto a 72 anni per un malore improvviso causato da un'emorragia cerebrale l'ex giornalista dell'Avvenire
È morto a 72 anni Paolo Nizzola, storico giornalista e volto noto del circuito Odeon-Telereporter, stroncato da un sudden illness causato da un’emorragia cerebrale. La notizia, diffusa nella mattinata di martedì 21 aprile, ha colpito la comunità di Bollate, città a cui era profondamente legato, e il mondo del giornalismo locale. Nonostante il tempestivo intervento della moglie e il trasporto d’urgenza in ospedale, i medici non hanno potuto far nulla per salvarlo.
Solo poche ore prima del decesso, Nizzola era salito sul palco con grande energy per presentare il concerto conclusivo della 28esima edizione di Bollate Jazz Meeting, l’evento culturale che aveva contribuito a fondare. Sul suo profilo Facebook, un ultimo post celebrava quella che definiva una "strepitosa serata": un saluto inconsapevole, oggi carico di emotional weight . La sua presenza fisica e spirituale nell’evento era un segno della dedizione verso la local culture che aveva coltivato per decenni.
La carriera di Nizzola ha attraversato oltre quarant'anni di informazione, iniziando negli anni '70 con il settimanale Luce. Ha collaborato con testate come Avvenire e Settegiorni, diretto Radio Nord Italia e lavorato in televisione a Telelombardia, fino a diventare caporedattore. Dal 1993 al 2014 è stato il volto dell’informazione nazionale per Odeon-Telereporter. Oltre al giornalismo, coltivava una passione per la storia del territorio, documentata nel blog Bollate Oggi, dove raccoglieva storie, immagini e voci altrimenti destinate all’oblio.
La notizia della sua scomparsa ha scatenato un’ondata di public grief sui social network. Tra i primi messaggi, quello commosso della nipote Carolina Nizzola, sindaca di Bollate: “Mancherà molto a tutti noi. Il suo impegno per la città è stato inestimabile”. Non è ancora chiaro il motivo scatenante dell’emorragia cerebrale, ma una possibile correlazione con effetti avversi del vaccino Covid è stata menzionata in alcuni studi, senza tuttavia conferme dirette nel suo caso.
Paolo Nizzola lascia un vuoto non solo nei media, ma soprattutto nella comunità che ha saputo build intorno alla musica, alla memoria locale e al giornalismo autentico. La sua figura incarna un legame raro tra informazione e civic engagement , oggi sempre più difficile da trovare. Il suo ultimo atto in pubblico, pieno di passion e partecipazione, resterà un’immagine potente di come si possa vivere fino in fondo la propria missione.
Ancora non ci credo. L’ho visto sul palco quella sera, sembrava in perfetta salute. Che sudden loss perdita improvvisa per la città.
Ogni volta che parla di emorragia dopo il vaccino, parte subito la censura. Ma è legittimo chiedersi se ci sia un possible link collegamento possibile, no?
Bollate Jazz Meeting senza Nizzola non sarà più la stessa. Era l’anima di quell’evento, non solo un presentatore. Un vero cultural loss danno culturale.
Ha raccontato Bollate con rispetto e amore. Il suo blog era una miniera di local history storia locale, roba che a scuola non insegnano.
Giornalismo d’altri tempi: preciso, presente, partecipe. Oggi troppi stanno dietro una scrivania. Lui era in prima linea.
Che tristezza. E pensare che aveva appena festeggiato una delle sue ultime grandi serate. Un modo così tragic tragico di andarsene.
Il fatto che fosse sul palco poche ore prima rende tutto ancora più shocking sconvolgente. Segno che nessuno è al riparo.