Autotrasporto aretino: bene l’apertura, ma ora servono tempistiche certe
Nel cuore dell’Etruria moderna, dove il trasporto su gomma scorre come il sangue nelle arterie di un corpo economico vivace, le associazioni di categoria sentono finalmente un battito più regolare dal Governo. opening , la chiamano CNA Fita e Confartigianato Trasporti Arezzo, dopo l’incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma non basta un cenno d’ascolto: ora serve tempi certi, misure immediate , e soprattutto action per un comparto che sostiene oltre 18,5 miliardi di export. Senza il camion, l’oro di Arezzo non brillerebbe sui mercati globali.
Il settore dell’autotrasporto, con i suoi circa 650 operatori e 2.500 addetti l’anno, è un pilastro silenzioso ma fondamentale. fuel , tax , e il fuel surcharge sono solo alcuni dei nodi che stringono le imprese. Il Ministero ha mostrato willingness , riconoscendo la necessità di interventi strutturali. Ma la buona volontà non scarica i container né paga i pedaggi.
“Si tratta di un signal ”, afferma Antonio Peruzzi, presidente CNA Fita Arezzo, “che va nella direzione da tempo richiesta”. Un linguaggio diplomatico, ma carico di pressione: dare continuità agli impegni non è una richiesta, è un ultimatum mascherato. Stefano Biadetti, della Confartigianato, aggiunge con tono misurato: “Le imprese stanno affrontando una complex ”. Tradotto: i margini sono narrow , i costi salgono, e il tempo stringe più delle cinghie sui carichi pesanti.
Per il territorio aretino, il trasporto non è un servizio: è un pilastro per filiere strategiche come la moda, la meccanica e soprattutto l’oro lavorato. “Senza trasporto su gomma – insiste Peruzzi – gran parte dell’export non sarebbe logisticamente sostenibile”. Una verità dura, che mette in luce quanto l’economia reale dipenda da ruote, motori e autisti. Il dialogo con le istituzioni deve restare aperto, ma il halt proclamato da Unatras rimane confermato: la pressione non si scioglie con una stretta di mano.
Finalmente qualcuno ascolta, ma words le parole non riempiono i serbatoi.
Servono fatti, non promesse. Il fuel surcharge va applicato subito o saltano le corse.
A forza di aspettare tempi certi, si rischia di restare fermi per sempre.
Importante che il Governo riconosca il ruolo del settore. Ma 2.500 addetti non possono vivere di riconoscimenti.
Bene l’incontro, ma il fermo resta. Vuol dire che la pressione non è finita.
Transizione sostenibile sì, ma con chiari timing tempi e fondi veri, non spot.