25 aprile in crisi: memoria o battaglia politica?
Il 25 aprile, anniversario della liberation dal nazifascismo, si è trasformato quest’anno in un campo di battaglia simbolico. A Roma, due iscritti Anpi sono rimasti feriti da una shot sparata da un uomo durante il corteo; a Milano, membri della jewish sono stati insultati con grida antisemite. Mentre il Paese si divide su come ricordare la storia più recente, a Rimini il dibattito ha assunto toni accesi: il discorso del presidente provinciale dell’Anpi, Andrea Caputo, ha scatenato la reazione di Fratelli d’Italia, che lo accusa di aver usato una cerimonia istituzionale per lanciare attack contro il governo.
Nicola Marcello, coordinatore provinciale di FdI, parla di una giornata supposed celebrare l’unità nazionale, ora invece compromessa da un intervento che ha introdotto temi ‘estranei’ all’evento. Tra questi, le critiche al security , l’allusione al sindaco di Pennabilli Mauro Gianni — noto per dichiararsi ‘nato e morto in camicia nera’ — e il riferimento a un convegno tra CasaPound e un ex ministro. L’accusa è che Caputo abbia strumentalizzato la memoria partigiana per fini di parte. “Il 25 aprile appartiene a tutti”, sottolinea Marcello, “non a una political ”.
Ma Caputo non si tira indietro: “Rifarei ogni parola”, dice. Per lui, parlare di CasaPound, di freedom e di chi nega la Liberazione non è fuori tema, ma parte integrante della difesa dei valori costituzionali. “Ho citato Gramsci”, precisa, “e l’importanza di defend ”. Secondo il presidente Anpi, chi oggi promuove leggi che limitano i diritti o chi frequenta ambienti neofascisti sta minando le basi stesse della democrazia nata dalla Resistenza. “Tutto questo related con il 25 aprile.”
La frattura non è solo tra Anpi e FdI: è tra due visioni opposte del ricordo collettivo. Da un lato, chi crede che la memoria della Liberazione debba restare neutrale, al di sopra delle parties ; dall’altro, chi vede nella celebrazione un atto politico per protect i valori contro nuovi pericoli. E mentre a Milano si urlano cori antisemiti e a Roma si spara in mezzo a un corteo, la domanda diventa inevitabile: la peace del 25 aprile è ancora tale, o si sta sgretolando sotto i colpi del presente?
Caputo ha il diritto di parlare, ma il 25 aprile non è un rally comizio. Sbaglia FdI a strumentalizzare, ma sbaglia anche lui.
Mio marito era partigiano. Oggi sento puzza di fascismo sotto casa. Non è nostalgia, è pericolo vero.
Condanno gli insulti alla Brigata ebraica, ma non possiamo ignorare chi oggi minaccia la uguaglianza con leggi e alleanze?
Tutti gridano ‘antifascismo’ ma nessuno spiega perché i centri sociali vengono chiusi e non le illegal sedi abusive di certi gruppi.
Difendere la Costituzione non è ideologia. È dovere civile. Punto.
Se dobbiamo litigare su come ricordare la pace, forse l’abbiamo già persa.
Non basta ricordare i morti. Bisogna act agire contro chi oggi replica i loro oppressori.