Italia in fondo alla classifica: come Spagna, Grecia e Portogallo ci hanno superato

C’era un tempo in cui l’Italia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo venivano accorpati sotto un’unica etichetta sprezzante: «PIGS», simbolo di un economy del Sud Europa fragile, con conti pubblici in bilico e crescita ferma. Oggi, però, i ruoli si sono ribaltati. I dati del Fondo Monetario Internazionale e di Eurostat raccontano una storia diversa: mentre i vicini mediterranei accelerano, l’Italia sembra inchiodata a un passato che non passa. Non si tratta più di condividere la stessa crisi, ma di capire perché il country più industriale del gruppo ha perso terreno nei confronti di chi, solo dieci anni fa, era considerato il fanalino di coda.

Il growth del PIL è il motore di ogni economia, e qui la distanza si rivela abissale. La Spagna corre con un +2,9% nel 2025 e proiezioni stabili sopra il 2%. Grecia e Portogallo, un tempo ai margini, registrano ritmi sani intorno al 2%. L’Italia, invece, segna appena +0,6% nel 2025 e si aspetta uno 0,5% nel 2026. Questa stagnazione strutturale non è solo un numero: significa meno entrate fiscali, meno risorse per il welfare e una capacità cronica di non generare ricchezza. Mentre gli altri investono nel futuro, il Belpaese annaspa in una palude di inefficienze.

Anche sul fronte del debito, la rotta si è divaricata. La Grecia ha ancora un rapporto debito/PIL elevato (146,1%), ma è in calo grazie a forti avanzi primari. Il Portogallo è sceso sotto la soglia simbolica del 90%, la Spagna si attesta intorno al 100%. L’Italia? Ferma al 137,1%, incapace di innescare una vera correzione di course . E quando si parla di deficit, la situazione peggiora: nel 2025, l’Italia è l’unica a superare il tetto europeo del 3% (3,1%), mentre Spagna, Grecia e Portogallo non solo rientrano, ma registrano persino un surplus di bilancio. La disciplina fiscale degli altri sta rassicurando i mercati; la nostra spesa cresce più delle entrate, aumentando il rischio percepito.

C’è però un ambito in cui l’Italia mostra muscoli inattesi: il mercato del lavoro. Con un tasso di unemployment al 5,9% a fine 2025, il dato è migliore della media europea (6,1%) e ben al di sotto di Spagna (10,4%) e Grecia (8,6%). Una resilienza che gli analyst salutano con cautela: senza aumento della produttività e salari degni, questo equilibrio occupazionale può essere fragile. Mentre Spagna e Portogallo hanno reso più attractive i propri sistemi per gli investimenti esteri, modernizzando la administration e liberalizzando settori chiave, l’Italia è rimasta impantanata in una burocrazia asfissiante, giustizia lenta e calo demografico.

Il paradosso è chiaro: un sistema industriale solido, ma incapace di innovarsi. Mentre i vicini usavano la crisi per cambiare pelle, l’Italia ha preferito misure di protezionismo a corto termine. Il debito enorme soffoca gli investment pubblici, creando un circolo vizioso: senza crescita, il debito non scende; con quel debito, la crescita non riparte. Il risultato? Un dangerous pericoloso di bassa crescita, deficit persistente e debito elevato. L’Italia non è più solo in ritardo: è prigioniera di un modello che non riesce a rinnovare.

Reazioni 6

  • L
    Lorenzo_87

    Il dato sulla unemployment è positivo, ma basta guardare i contratti a termine per capire che non è tutto oro quel che luccica.

  • M
    Martina_Eco

    Atene e Lisbona hanno pagato un prezzo sociale altissimo per la disciplina fiscale. È giusto chiedersi se ne sia valsa la pena.

  • F
    Franco72

    Senza semplificare la bureaucracy , non cambierà nulla. Le aziende scappano all’estero e i giovani con loro.

  • S
    Sara_Treviso

    La growth della Spagna è trainata dai servizi e dal turismo. Noi abbiamo le stesse risorse, ma gestite male.

  • N
    Nico_Roma

    Parlare di PIGS nel 2026 è ridicolo. Ma il fatto che ne parliamo ancora dice molto sul nostro ritardo mentale.

  • G
    GiuliaF

    Il surplus di Grecia e Portogallo è impressionante. Chissà se in Italia qualcuno sa cosa significhi davvero surplus di bilancio.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

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