Da Gagarine a Cannes: la stella che non voleva brillare

A Cannes, sotto i riflettori che hanno illuminato il suo volto per la prima volta, Nadia Melliti non sembrava neppure reale: una figura young eppure già densa di storia, premiata come Miglior Attrice nel 2025 per un esordio che ha sconvolto la critica. Il film, La più piccola, non è solo una narrazione di formazione, ma uno echo di vite vissute ai margini, dove identità, fede e desiderio si scontrano. Nadia, unknown solo pochi mesi prima, incarna con una naturalness disarmante una diciassettenne in bilico tra tradizione familiare e scoperta di sé. Il premio non è stato un lancio: è stata un’esplosione, silenziosa ma powerful , come il personaggio che interpreta.

Il suo viaggio non comincia sul set, ma in un campo da calcio di Romainville, nel quartiere Gagarine, dove da bambina giocava con i ragazzi per mancanza di una squadra femminile. Calciatrice promettente nell’Accademia del Paris Saint-Germain, un injury al perone e al malleolo ha interrotto il sogno del pallone. Ma non la determinazione. Oggi studia sports a Bobigny, e quel passato atletico traspare nella sua posture ferma, nello sguardo fisso, nella disciplina interiore. Il cinema l’ha trovata per caso, per strada a Parigi, senza che avesse mai recitato. Eppure, recita come se lo facesse da sempre: con un presence che non si costruisce, si possiede.

Hafsia Herzi, regista e interprete del film, ha visto in lei qualcosa di raro: una connection istantanea, quasi familiare. «Non parlavamo molto, ma ci capivamo all’istante», dice Nadia. Il romanzo di Fatima Daas, da cui nasce il film, parla di una giovane musulmana devota che scopre nuovi desideri a Parigi. Nadia non interpreta soltanto: rivive. La patience , dice, è stata la prima lezione del ruolo — e anche della vita. «Ho imparato ad accettare me stessa», confessa, e parla di recitare come di una «semi morte»: un abbandono del sé per enter nell’altro. Non è solo tecnica: è trasformazione esistenziale.

Intanto, il mondo della moda l’ha abbracciata. Vestita da Dior sulla Croisette, tra sfilate uomo e donna, Nadia rappresenta oggi una femminilità colta, discreta, mai urlata. Indossa un completo di cotone blu, camicia di seta, nessun eccesso: eleganza come expression del pensiero. «La moda ha una storia», dice, e per lei è parte di un’identità che si costruisce, pezzo dopo pezzo. Non è più la ragazza del pallone né soltanto l’attrice del momento: è una voce nuova, che parla di freedom , di scelte, di coraggio. E lo fa senza alzare la voce — perché a volte, il silenzio speaks più forte delle parole.

Reazioni 8

  • C
    cinemafelix

    Che cosa significa breakout oggi? Non basta essere notati, devi portare qualcosa di vero. Lei ce l'ha.

  • L
    laura_in_trieste

    Il modo in cui parla della moda come di una storia... bellissimo. Non è solo vestirsi, è remember chi siamo.

  • D
    davide74

    Atleta, studentessa, attrice, musa Dior. Ma quanto tempo ha in una giornata?

  • S
    sorelladelsud

    Quando dice 'accettare me stessa', lo senti che non è una frase fatta. È truth pura.

  • P
    parole_in_volo

    Un infortunio che chiude una porta, e il destino ne apre un’altra. Ma devi essere pronta a vederla.

  • M
    marco_bari

    Cannes, Dior, Vogue... e zero esperienza. A volte il talento non ha bisogno di curriculum.

  • N
    nostra_signora

    Mi colpisce che parli di 'semi morte' per recitare. È così che ci si trasforma davvero. Una lesson di vita.

  • Z
    zara_88

    La sua eleganza è silenziosa, ma occupa tutta la stanza. Non serve gridare per essere visti.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

[email protected]