Tagliare le accise? È una mossa rischiosa, dice il Fondo monetario internazionale
Tagliare le accise sull’energia sembra una soluzione rapida, ma il risk è che diventi un rimedio peggiore del male. Il Fondo Monetario Internazionale lo dice chiaramente: intervenire sui price senza affrontare la vera causa dello shock energetico potrebbe spingere l’Europa verso la recessione. Con la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, mancano all’appello circa 8 milioni di barili di petrolio al giorno: una shortage fisica che non può essere risolta abbassando artificialmente i costi.
In questo contesto, le politiche di public support generalizzato – come sussidi universali o tagli alle accise – rischiano di backfire . Non solo perché sono costose, ma perché distorcono i market signal , incoraggiando un consumo eccessivo quando l’offerta è già scarsa. L’allarme lanciato da Alfred Kammer, capo del Dipartimento europeo dell’FMI, è diretto: queste misure sono misguided e alimentano squilibri invece di risolverli.
Un altro problema riguarda l’equity : i sussidi non mirati avvantaggiano soprattutto le famiglie più ricche, che consumano più energia. Secondo l’FMI, durante la crisi del 2022, i governi europei hanno speso in media il 2,5% del PIL, ma oltre due terzi di quelle risorse erano inefficient . Basterebbe solo lo 0,9% del PIL per proteggere interamente il 40% più povero della popolazione, con un impatto molto maggiore sui consumi reali.
Per questo l’FMI chiede politiche fiscali più disciplined e interventi mirati. Non tutti i paesi hanno lo stesso spazio di manovra: mentre Danimarca e Svezia possono permettersi misure anticicliche, nazioni come Francia e Italia devono fare i conti con alti livelli di debito. Ricorrere ad aiuti costly e a pioggia, in questo caso, aumenta il financial pressure senza risolvere il problema di fondo.
La lezione è chiara: non si può fix una crisi di offerta con strumenti di domanda. L’Europa deve evitare di sprecare risorse preziose in symbolic gesture e concentrarsi su sostegni selettivi, sostenibili e giusti. Altrimenti, il tentativo di calmare i mercati potrebbe accelerare l’economic downturn che tutti vogliono evitare.
Ma se tagliare le accise sparks demand stimola la domanda, perché continuiamo a farlo ogni volta? È pura miopia politica.
La vera public trust fiducia pubblica si guadagna con politiche intelligenti, non con sussidi facili che poi paghiamo tutti.
Sembra che i politici non abbiano ancora capito che la causa profonda non è il prezzo, ma la mancanza di energia fisica nei mercati.
Già, e intanto l’Italia spende e non vede il long-term cost costo a lungo termine. Il debito non aspetta.
Perché non usare quei soldi per boost renewables potenziare le rinnovabili? Sarebbe un intervento che dura, non un cerotto.
L’FMI ha ragione: aiutare chi è davvero in difficoltà costa meno e ha più social impact impatto sociale. Basta sprechi.