Oliver Robbins rivela le pressioni di Starmer sulla nomina di Mandelson

Una political pressure crescente ha costretto l’ex capo del Foreign Office Sir Oliver Robbins a prendere una decisione delicata: permettere la nomina di Peter Mandelson come ambasciatore a Washington, nonostante i security risks emersi dai controlli di routine. In un’audizione televisiva alla Commissione Esteri, Robbins ha rivelato che Downing Street esercitava constant pressure per accelerare la procedura, con telefonate quasi quotidiane, e mostrava un contemptuous attitude verso i protocolli di sicurezza nazionale.

Il primo ministro Keir Starmer aveva annunciato la nomina già nel dicembre 2024, ben prima della conclusione dei security checks , ignorando il parere del suo stesso capo di Gabinetto. Re Carlo III aveva poi approvato la scelta e gli Stati Uniti avevano espresso il loro approval . A quel punto, Mandelson aveva già ottenuto access a documenti riservati, rendendo difficile un eventuale blocco. "Sarebbe stato un grave incidente diplomatico, ha dichiarato Robbins, con ricadute pesanti sui rapporti bilaterali.

Invece di respingere la candidatura, Robbins ha deciso di mitigare i rischi, una scelta permessa dal suo potere discrezionale. Ha precisato che UK Security Vetting non aveva emesso un parere nettamente negativo, ma aveva definito il caso Mandelson un borderline case , esprimendo semplici reservations . Il sistema prevede che i responsabili dei controlli forniscano una recommendation , non un veto, lasciando la decisione finale al funzionario di grado più alto.

Robbins ha spiegato di non aver informato Starmer dei dettagli per via della confidentiality che circonda i controlli di sicurezza, una regola che gli impediva di rivelare informazioni anche al premier o al ministro degli Esteri. Quando il Guardian ha reso pubblica la vicenda, definendo Mandelson "bocciato", Starmer ha fired Robbins per mancanza di trust . Il funzionario uscente non ha smentito Starmer, ma ha sottolineato che le regole non gli davano another choice .

Le preoccupazioni di UK Vetting non riguardavano i legami di Mandelson con Jeffrey Epstein, ma piuttosto le sue amicizie con oligarchi russi, il suo ruolo in Sistema, società legata al Cremlino, e i clienti cinesi di Global Counsel, la sua azienda di consulenza. Per protect sia la sicurezza nazionale che la reputation del governo, Robbins ha imposto misure di controllo, come la vendita delle sue azioni. Un compromise tra dovere istituzionale e volontà politica.

Reazioni 6

  • C
    Carlo92

    Se i controlli di sicurezza sono solo una raccomandazione, allora non servono a niente. È un symbolic gesture , non un sistema reale.

  • S
    SaraM

    Starmer si è scusato, ma non ha mai spiegato perché voleva Mandelson così tanto. Le political costs saranno pesanti.

  • D
    DarioF

    Robbins ha fatto l’unica cosa possibile in una situazione impossibile. Bloccare la nomina avrebbe causato un diplomatic crisis con gli Usa.

  • E
    ElenaL

    La confidentiality è importante, ma non può coprire tutto. Il premier doveva sapere, punto.

  • M
    MarcoT

    Un’altra storia di potere che ignora le regole. I legami con oligarchi russi e aziende cinesi non sono dettagli minori, sono un serious risk .

  • G
    GiuliaR

    Il fatto che Mandelson abbia avuto accesso a documenti prima dell’approvazione è inquietante. È una clear violation del protocollo.

Il testo si basa su fatti ed è stato riadattato per l'apprendimento dell'inglese; le reazioni dei lettori sono esempi di prospettive diverse.

[email protected]