Morte del piccolo Adam, aperta un’inchiesta. Sit-in davanti all’ospedale di Rovigo, l’urlo del papà: “Cosa gli hanno fatto?”
Rovigo, 19 aprile 2026 – Il silenzio di un hospital rotto da un grido di dolore: «Cos’hanno fatto a mio figlio?». È l’urlo del padre di Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, un bimbo di soli due anni e mezzo morto martedì 14 aprile durante il trasferimento in ambulanza verso Padova, poche ore dopo un routine surgery all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo. L’arresto cardiaco è avvenuto circa un’ora dopo l’inizio dell’operazione a un braccio, programmata per le otto del mattino. La famiglia, residente a Fidenza, in provincia di Parma, chiede ora truth e justice .
Adam era nato in Egitto con una lesione al shoulder , che coinvolgeva spalla, gomito e mano. A Fidenza aveva seguito un percorso di physiotherapy , ma senza i positive results sperati. Fu allora suggerito ai genitori di rivolgersi a Rovigo, ospedale specializzato in questo tipo di interventi. Il padre, operaio in un macello industriale, e la madre avevano quattro figli e avevano scelto l’Italia per dare loro una vita migliore. Ora si ritrovano a lottare per capire cosa sia andato storto in un’operazione considerata low risk .
Lo zio del piccolo, Guda, ha raccontato alla Gazzetta di Parma di aver visto una concitazione sospetta intorno alle nove e mezza: «Mentre aspettavamo fuori non capivamo cosa stesse succedendo. Poi Adam è stato trasferito d’urgenza a Padova, punto di riferimento regionale per le pediatric emergencies , ma era già in arresto cardiaco». L’autopsia, necessaria per chiudere il case aperto dalla Procura, dovrà chiarire le cause esatte della morte. «Vogliamo sapere cosa ha causato la morte», ha insistito lo zio.
Oggi un sit-in di circa 200 persone si è tenuto davanti all’ospedale di Rovigo. Genitori, parenti e amici sono arrivati da Fidenza in pullman, molti con cartelli con il volto di Adam. Dal gruppo si è levato un coro: «Giustizia! Giustizia!». Il padre, visibilmente provato, ha ripetuto al megaphone : «Verremo qui ogni giorno. Non è possibile quello che è successo». La protesta è stata pacifica, ma carica di public outrage . Polizia e carabinieri erano presenti ma non sono intervenuti.
Tra gli slogan, anche «Siamo tutti Adam» e «Abbiamo fiducia nella magistratura italiana, vogliamo solo la verità, la transparency , ed una vera giustizia». La richiesta non è solo legale, ma morale: una famiglia vuole un resoconto chiaro di quei momenti cruciali in sala operatoria. Mentre l’inchiesta procede, cresce la pressione affinché ogni detail venga esaminato. Perché in un caso come questo, anche un solo errore può costare una life .
Un bimbo di due anni e mezzo. Il dolore dei genitori è unimaginable inimmaginabile. Ma perché non hanno avvertito subito la famiglia?
Questi ospedali periferici fanno interventi così delicati senza il supporto immediato di rianimazione pediatrica? Sembra un fallimento del sistema.
Hanno detto che aveva solo un piccolo taglio. Un routine procedure intervento di routine che si trasforma in tragedia. Qualcosa non torna.
Il padre operaio, la famiglia straniera: spero che non vengano trattati con meno attenzione. La equal treatment parità di trattamento vale per tutti.
Sono di Rovigo e sono sconvolta. L’ospedale è piccolo, ma non può succedere questo. Serve più responsabilità.
Chiedo scusa alla famiglia, ma anche i medici hanno diritto a non essere linciati prima dell’autopsia. La procedura legale va rispettata.
Quel grido «Cos’hanno fatto a mio figlio?» mi ha spezzato il cuore. Un father's pain dolore paterno così greve.
Se il trasferimento è avvenuto un’ora dopo l’inizio, forse il team non ha riconosciuto in tempo un medical emergency emergenza medica.