Da Anac allarme corruzione: «Insidiosa e sfuggente, tocca le istituzioni più alte»
Il mercato degli appalti pubblici ha raggiunto un nuovo record nel 2025, con un valore complessivo di 309,7 miliardi di euro, in netto aumento rispetto agli anni precedenti. Di questi, circa 20,8 miliardi derivano dai fondi del Pnrr, il piano di rilancio nazionale. Questo boom, tuttavia, non è solo un successo economico: secondo l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, accompagna un allarme crescente su un fenomeno che si fa sempre più insidious e difficile da smascherare. Nella sua ultima relazione presentata alla Camera alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, il presidente dell'Anac Busia ha descritto la corruzione come una «piaga senza patria» che non si limita a violare le regole, ma mira a riscriverle, minando la stessa sovranità dello Stato.
I settori delle forniture e dei servizi guidano la crescita: le forniture valgono 145,4 miliardi (+25,2%), con un balzo del 65,4% nella spesa per prodotti pharmaceutical . I servizi raggiungono i 110 miliardi (+15,9%), anche se i servizi sociali sono calati del 20,7%. I lavori pubblici, invece, restano in affanno: appaltati per 54,3 miliardi, segnano un -10,6%. Questo trend conferma una trasformazione strutturale del mercato, con meno opere fisiche e più acquisti di beni e competenze. Ma la vera criticità emerge dai metodi di assegnazione: quasi il 95% degli affidamenti per servizi e forniture avviene senza gara, attraverso procedure dirette, spesso concentrate appena sotto la soglia che obbligherebbe a una competizione aperta.
Un numero così elevato di direct awards solleva forti preoccupazioni. Busia avverte che dietro questa pratica si annidano sprechi, frazionamenti artificiali e, in alcuni casi, perfino infiltrazioni criminali. Il rischio principale è la compressione della competition e una maggiore esposizione delle amministrazioni a pressioni indebite. Per i lavori, l'86% delle procedure è senza gara; per i servizi, l'83%; per le forniture, il 61,3%. Questa deriva, secondo l’Anac, è alimentata da una corsa alla spesa che ha sacrificato progettazione e inclusione, con ricadute negative anche sulle social clauses previste nei contratti.
Sul fronte della corruzione, Busia denuncia un vuoto normativo crescente. L’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e il ridimensionamento del traffico di influenze illecite non sono stati compensati da garanzie amministrative più solide. Anzi, osserva, «è avvenuto il contrario». Il fenomeno oggi assume forme più sofisticate: fake consultancies , sponsorizzazioni opache, distrazione di fondi europei e concorsi truccati. Tutto questo accade in un contesto di deregulation, dove manca una legge organica sul lobbying e dove il sistema delle «porte girevoli» permette a ex politici di passare direttamente a ruoli in aziende pubbliche, creando conflitti di interesse difficili da controllare.
Da un lato, la digitalizzazione avanza: nel 2025, il 99% delle gare si svolge online, un milestone importante per la trasparenza. Dall’altro, però, le norme che dovrebbero proteggere l’integrità del sistema sembrano arretrare. Busia lancia un warning chiaro: senza regole più forti e un sistema di controllo più efficace, il rischio è che la corruzione non solo persista, ma si adatti, diventando ancora più invisibile e radicata nei livelli più alti delle institutions .
Il 95% di affidamenti diretti senza gara? Questo non è mercato pubblico, è un distribution distribuzione di favori organizzata.
Sembra che ogni step passo avanti in digitalizzazione sia compensato da due passi indietro in trasparenza normativa.
Chi controlla chi? Se manca una legge sul lobbying e le porte girevoli restano aperte, l’conflict conflitto di interessi è strutturale, non accidentale.
La spesa farmaceutica cresce del 65%... interessante. Chissà chi ci guadagna davvero da questi deals accordi.
Busia ha il coraggio di dirlo: la corruzione non è più solo tangenti in busta, è un sistema che riscrive le regole. Il problema è che nessuno agisce.
Il Pnrr doveva essere la svolta. Invece siamo qui a parlare di frazionamenti, opacità e pressure pressioni indebite. Dove sono i controlli?
Un traguardo digitale al 99% è positivo, ma se le procedure sono pilotate prima di partire, la piattaforma non cambia outcome esito.